giovedì, 25 Luglio 2024
HomeNotizie dal mondoEuropaLe prospettive per la Francia dopo la dissoluzione dell’Assemblea nazionale

Le prospettive per la Francia dopo la dissoluzione dell’Assemblea nazionale

La Francia attende le elezioni legislative indette da Macron alla luce dei risultati delle elezioni parlamentari europee. La probabile vittoria di Le Pen porterebbe a un governo di “coabitazione”

Dopo aver spiazzato l’opinione pubblica con i risultati ottenuti alle elezioni per il Parlamento europeo, il Rassemblement National di Marine Le Pen e Jordan Bardella sembra mantenere alto il consenso, ma secondo le proiezioni non raggiungerà la maggioranza assoluta.

Con 235/265 seggi previsti dagli esperti, infatti, il partito non oltrepasserebbe la soglia della maggioranza assoluta (289 seggi). Tuttavia, sarebbe un risultato spiazzante considerati gli 88 seggi che occupava il partito fino alla dissoluzione dell’Assemblea.

La decisione del Presidente francese Emmanuel Macron di sciogliere l’Assemblea nazionale domenica 9 giugno e di indire nuove elezioni legislative è stata presa alla luce degli esiti delle elezioni parlamentari europee. La lista del Rassemblement National ha infatti incassato una vittoria schiacciante, raccogliendo il 31.37% dei voti, più del doppio rispetto alla lista del Presidente, con il 14.6%, riporta Les Echos.

La vittoria di Le Pen va inquadrata in uno scenario politico europeo di crescente popolarità dei partiti di destra, in particolare in Francia, Germania, Austria e Italia. Secondo gli esperti, i fattori decisivi in queste elezioni sono stati l’aumento del costo della vita, le preoccupazioni legate al fenomeno dell’immigrazione, i costi della transizione green e gli sviluppi della guerra russo-ucraina, scrive Reuters.  

Macron ha deciso di restituire alla popolazione francese “la scelta del nostro destino parlamentare attraverso il voto” appellandosi all’articolo 12 della Costituzione, che garantisce al Presidente della Repubblica l’autorità di sollevare l’Assemblea nazionale. Inoltre, l’articolo prescrive che le elezioni che seguiranno dovranno avere luogo “almeno venti giorni e al massimo quaranta giorni dopo la dissoluzione”, scrive France 24. In questo caso, il Presidente francese ha fissato le date del primo e del secondo turno elettorale il 30 giugno e il 7 luglio.

L’Assemblea nazionale è il solo ramo del Parlamento francese i cui membri sono eletti direttamente dal popolo. Il partito che detiene la maggioranza in Assemblea è determinante nella formazione del governo dal momento che dovrà dare la sua fiducia al Primo ministro, nominato dal Presidente della Repubblica. I ministri dell’attuale governo di Gabriel Attal, eletto a gennaio 2024, rimarranno in carica fino all’8 luglio, quando dovranno presentare le dimissioni.

Se il partito maggioritario non fosse lo stesso del Presidente, si verrebbe a creare una situazione di “coabitazione” tra Macron e il nuovo Primo ministro. L’ultima volta che si è verificata una situazione del genere in Francia risale al 1997, con il Presidente Jacques Chirac.

In caso di coabitazione, Macron continuerebbe a esercitare la sua autorità in materia di difesa e politica estera, mentre l’agenda domestica – che include le politiche economiche, finanziarie, migratorie e securitarie – sarebbe di competenza del Rassemblement National, riferisce Reuters.

La divisione tra le due aree di competenza non è netta. Nel caso del conflitto russo-ucraino, ad esempio, la decisione di inviare aiuti all’Ucraina dovrebbe essere avallata dal Parlamento in quanto parte del bilancio francese. Per questo, un simile assetto suscita dubbi sul buon funzionamento dell’apparato politico in presenza di divergenze tra le due parti. In questo senso, le dinamiche personali tra il Presidente e il Primo ministro giocano un ruolo centrale.

Anna Valle
Studentessa di Investigazione, Criminalità e Sicurezza internazionale
RELATED ARTICLES

In evidenza

I più letti