giovedì, 25 Luglio 2024
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La Corte Penale Internazionale condanna Šojgu e Gerasimov per crimini di guerra

L'ex ministro della difesa e il capo di stato maggiore avrebbero bersagliato diversi obbiettivi civili nell'arco nei primi sei mesi di guerra in Ucraina

La Corte Penale Internazionale con sede a l’Aia, ha emesso mandati d’arresto per diverse figure chiave del governo russo. I mandati interessano in particolare l’ex ministro della Difesa Sergej Šojgu e l’attuale capo di stato maggiore Valerij Gerasimov.

I due politici russi sono accusati di crimini di guerra e di crimini contro l’umanità, riporta AP News. I giudici sostengono che ci siano ragionevoli motivi per ritenere Šojgu e Gerasimov responsabili di aver ordinato diversi attacchi volti alla distruzione dell’infrastruttura elettrica ucraina, nonché a provocare intenzionalmente gravi sofferenze sia fisiche sia mentali alla popolazione ucraina.

Stando ai giudici, gli attacchi in questione perpetrati dalle forze armate russe sarebbero quelli cominciati il 10 ottobre del 2022 e poi continuati fino al 9 marzo del 2023. Più nello specifico si sarebbero usati diversi missili e droni al fine di distruggere diverse installazioni civili, causando la morte di migliaia di persone.

«Durante questo lasso di tempo, le forze armate russe hanno effettuato un gran numero di attacchi contro numerose centrali elettriche e centraline periferiche in diverse località dell’Ucraina», si legge in una nota della Corte, come riporta Aljazeera. «Per le installazioni che potevano essere qualificate come obiettivi militari al momento dei fatti, i danni civili e incidentali previsti sarebbero stati chiaramente eccessivi rispetto al vantaggio militare previsto» prosegue la nota.

Nonostante la gravità delle accuse, rimane però improbabile che Šojgu e Gerasimov vengano arrestati o portati in un’aula di un tribunale; infatti il Consiglio di Sicurezza russo ha prontamente respinto i mandati definendoli “nulli e inefficaci”. Oltretutto la Russia non riconosce la giurisdizione della Corte e non è la prima volta che si rifiuta di consegnare indagati o condannati. È il caso di diversi ufficiali dell’esercito ritenuti responsabili di altri attacchi a infrastrutture civili che la Corte ritiene siano avvenuti in linea con una precisa politica statale russa.

In risposta è stata fatta circolare una nota tra le agenzie di stampa russe, nella quale si accusa la Corte di essere uno strumento per la guerra ibrida da parte delle nazioni occidentali: «Queste sono parole al vento, considerando che la giurisdizione della Corte penale internazionale non include la Russia e la decisione è stata presa come parte della guerra ibrida dell’Occidente contro il nostro paese».

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