giovedì, 25 Luglio 2024
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Riduzione di affluenza nei cinema: Inside Out 2 cambia le previsioni

Negli ultimi anni la crisi cinematografica si è aggravata a livello globale, con pochi casi eccezionali. Tra questi spicca Inside Out 2, il film prodotto dalla Pixar, che ha registrato il maggior incasso globale, raggiungendo 724,4 milioni di dollari.

Inside Out 2, film d’animazione e sequel di Inside Out, prodotto da Pixar Animation Studios in co-produzione con Walt Disney Pictures, ha raccolto più di 100 milioni di dollari negli Stati Uniti e in Canada, stabilendo un vero e proprio record per un film d’animazione. Si è posizionato come la pellicola con maggiore incasso a livello globale, pari a 724,4 milioni di dollari, secondo quanto riportato dal New York Post. Anche in Italia il successo non è stato da meno. In pochi giorni dall’uscita ufficiale, avvenuta il 19 giugno, ha incassato oltre 16 milioni di euro, un risultato migliore di tutti i successi post-pandemia, tra cui Barbie e C’è ancora domani di Paola Cortellesi, come riportato da Repubblica.

Negli ultimi anni la crisi cinematografica è diventata sempre più evidente a livello globale, ad eccezione di alcuni rari casi. L’uscita di film come Spider-Man: No Way Home e Top Gun: Maverick hanno spinto le vendite dei biglietti a livelli record, ma i periodi di pausa al botteghino sono diventati sempre più lunghi, anche a causa degli scioperi degli scrittori e degli attori.

Secondo quanto riferito dal Times, numerose ragioni hanno portato al successo del sequel della Pixar. Da un lato, ciò sarebbe dovuto al lungo divario tra l’uscita del primo film nel 2015: i membri della Generazione Z che hanno visto l’originale da bambini ora si affollano nei cinema da adulti, avendo un potere d’acquisto. Dall’altro lato, c’è stata la mancanza di concorrenza e il film ha approfittato della ridotta lista di uscite, consegnando alla Pixar uno dei più grandi successi in un momento cruciale per l’animazione.

Infine, la pellicola affronta tematiche sempre più comuni tra bambini e adulti, come l’ansia. Il cartone antropomorfizza l’esperienza comune di un attacco d’ansia, una scena che, senza dubbio, ha risuonato con gli spettatori indipendentemente dalla loro età.

La Pixar, dopo aver sperimentato negli anni scorsi un approccio di pubblicazione direttamente sulle piattaforme streaming, ha deciso di tornare a pubblicare sul grande schermo, interfacciandosi con un pubblico di massa.

In un’intervista al Times prima dell’uscita del cartone animato, il Chief Creative Officer di Pixar, Peter Docter, ha ammesso che l’uscita e il conseguente successo avrebbero conformato il modello di business dell’azienda stessa, affermando: «non riesco a immaginare di avere una possibilità migliore al botteghino di questa, perché è un film con personaggi noti che hanno significato qualcosa per le persone e un cast davvero divertente; si spera presenti qualcosa di carnoso che tocchi il cuore e che si possa anche portare a casa». Ha poi aggiunto: «quindi, se questo non va bene al cinema, penso che significhi solo che dovremo pensare ancora più radicalmente a come gestiamo la nostra attività».

Eva Capella
Studentessa della Facoltà di Economia
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