martedì, 1 Aprile 2025
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“Adolescence”: il crime drama che fa riflettere

La miniserie Netflix sulla violenza giovanile e l'influenza dei social media accende il dibattito pubblico e politico

Adolescence, crime drama britannico prodotto da Brad Pitt e distribuito su Netflix il 13 marzo, ha raggiunto 24,3 milioni di visualizzazioni nei primi quattro giorni, diventando il programma più visto della piattaforma nella settimana dal 10 al 16 marzo. La serie affronta il tema della violenza giovanile e l’impatto dei social media sulla costruzione dell’identità maschile, scatenando un acceso dibattito tra pubblico, media e istituzioni.

La storia ruota attorno a Jamie, un tredicenne arrestato all’alba con l’accusa di aver ucciso una compagna di scuola. La famiglia, interpretata da Stephen Graham e Christine Tremarco, si ritrova improvvisamente travolta da una realtà sconvolgente. Come può un ragazzo dall’aspetto innocente essere accusato di un crimine così brutale?

Secondo France24, il primo ministro britannico Keir Starmer ha dichiarato di aver visto la serie con i figli e ha espresso preoccupazione per l’influenza negativa dei social media sui giovani uomini. Il Daily Mail ha titolato “Tuo figlio è una bomba a orologeria?”, sollevando interrogativi sul crescente isolamento adolescenziale e sulla diffusione di contenuti misogini online. Anche Gareth Southgate, ex allenatore della nazionale inglese, ha sottolineato il rischio rappresentato dagli influencer tossici, che diffondono messaggi di rabbia e rancore, come riportato da Euronews.

La serie esplora il fenomeno della “manosfera”, una rete di comunità online che promuovono idee di supremazia maschile, misoginia e ipermascolinità. Forum, canali social e video diffondono narrazioni che alimentano il risentimento verso le donne e la società, spesso incitando alla radicalizzazione di giovani uomini. Il co-sceneggiatore Jack Thorne ha studiato questi ambienti per comprendere la rapidità con cui tali idee si diffondono. «Non ci vuole molto per accedere a certi contenuti», ha affermato, esortando il governo a intervenire per contrastare questa pericolosa influenza.

Il crime drama ha ricevuto elogi per il suo realismo e la tensione narrativa, evitando sensazionalismi per concentrarsi sulla profondità psicologica dei personaggi. In particolare, il penultimo episodio, in cui Jamie affronta una psicologa infantile, è stato definito toccante e rivelatore dal The Guardian.

Men at Work e Molly Rose Foundation sono due organizzazioni impegnate nella protezione dei giovani dagli effetti negativi della cultura online. La prima ha elogiato Adolescence per aver avviato un dibattito fondamentale, sottolineando tuttavia che il confronto deve essere costruttivo per evitare di emarginare i giovani. La Molly Rose Foundation, invece, ha posto l’accento sulla necessità di regolamentare gli algoritmi dei social media per garantire una maggiore protezione dei minori nell’ambiente digitale.

Con una regia incisiva e interpretazioni intense, Adolescence non è solo una serie televisiva, ma un’opera che obbliga a riflettere su tematiche urgenti e attuali.

Alessia Gjuzi
Studentessa di Investigazione, Criminalità e Sicurezza Internazionale all'Università degli Studi Internazionali di Roma (UNINT)
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