giovedì, 3 Aprile 2025
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Università in Spagna: verso un nuovo modello di eccellenza accademica?

Il governo spagnolo introduce criteri più rigidi per le università private, suscitando un acceso dibattito tra innovazione e regolamentazione.

La Spagna si prepara a una svolta nel settore universitario. Il Consiglio dei Ministri ha annunciato un nuovo decreto che stabilisce requisiti più stringenti per la creazione di università private, con l’obiettivo dichiarato di garantire standard qualitativi più elevati nel sistema dell’istruzione superiore. La misura, che il governo intende approvare definitivamente entro maggio, punta a contrastare la diffusione di istituti privati che, secondo l’esecutivo, non offrono una formazione adeguata agli studenti. Come riportato da El País, la ministra dell’Istruzione, Pilar Alegría, ha ribadito che il provvedimento non è una battaglia tra pubblico e privato, ma un’azione per distinguere tra atenei di qualità e strutture che operano senza adeguati criteri accademici.

Negli ultimi anni, secondo il governo, sono nate numerose università private che operano più come aziende che come autentici centri di ricerca e formazione. Spesso gestite da gruppi di investimento, queste istituzioni sembrano privilegiare il profitto a discapito della crescita del sapere. Il presidente Pedro Sánchez ha denunciato la presenza di veri e propri “chiringuitos educativi”, espressione con cui ha definito quegli istituti che offrono titoli senza una reale preparazione accademica.

Le reazioni politiche non si sono fatte attendere. La presidente della Comunità di Madrid, Isabel Díaz Ayuso, ha attaccato duramente il decreto, sostenendo che rappresenta un’aggressione ideologica che mira a limitare la libertà di scelta degli studenti e delle famiglie. Ha inoltre sottolineato che la collaborazione tra pubblico e privato ha già dimostrato la sua efficacia in altri settori, come quello sanitario, contribuendo alla costruzione di nuove strutture ospedaliere nella regione.

D’altro canto, il governo ha evidenziato come alcune regioni abbiano progressivamente ridotto i finanziamenti alle università pubbliche, rendendo più costoso l’accesso all’istruzione superiore. Come riferito da El País, nella Comunità di Madrid gli investimenti nel settore pubblico universitario sono diminuiti del 30%, mentre in Andalusia, nonostante il blocco dei finanziamenti per cinque anni, sono state aperte quattro nuove università private.

Il dibattito, dunque, non si limita alla questione normativa, ma tocca il più ampio tema del ruolo delle università nella società contemporanea. Da un lato, c’è chi sostiene la necessità di regole più severe per evitare un abbassamento degli standard accademici; dall’altro, chi teme che l’intervento statale possa frenare la concorrenza e ridurre le opportunità per gli studenti. Il futuro dell’istruzione superiore in Spagna potrebbe dipendere dall’equilibrio che verrà trovato tra queste due visioni opposte.

Angelica Di Carlantonio
Studentessa della facoltà di Investigazione, criminalità e sicurezza internazionale
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