sabato, 5 Aprile 2025
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Terremoti e lava in Islanda: Grindavík evacuata e Blue Lagoon chiude i battenti

Una nuova eruzione vulcanica costringe all’evacuazione della cittadina islandese e ferma le attività nella celebre Blue Lagoon

Grindavík, città islandese situata nella penisola di Reykjanes, è stata nuovamente evacuata in seguito a un’eruzione vulcanica avvenuta il 1º aprile 2025. Per motivi di sicurezza, è stata chiusa anche la celebre attrazione turistica Blue Lagoon. Secondo The Guardian, l’evento rappresenta l’undicesima eruzione nella regione dal 2021, anno in cui l’area ha iniziato un nuovo periodo di attività vulcanica.

Secondo l’Ufficio Meteorologico Islandese (IMO), una sequenza sismica è stata rilevata alle 6:30 del mattino nella fila di crateri Sundhnúkur, in una posizione simile alle eruzioni precedenti. Alle 9:45 ora locale, è avvenuta l’eruzione, situata appena a nord della barriera protettiva di Grindavík. La frattura iniziale, caratterizzata da lava e fumo, si è rapidamente estesa verso sud, raggiungendo le mura difensive entro le 10:00. Poco dopo, una seconda fessura si è aperta tra le barriere protettive e il centro abitato.

Resoconti e testimonianze hanno evidenziato il magma che sgorga sul lato di Grindavík oltre le difese artificiali. L’IMO ha avvertito: «una frattura formatasi a causa di questo evento continua ad espandersi e non si esclude che possa allungarsi ulteriormente verso sud». In seguito, è stata segnalata la rottura di una conduttura d’acqua calda nel nord della città, segno di movimenti tettonici significativi.

Nel pomeriggio, mentre l’attività vulcanica sembrava diminuire, i terremoti continuavano. Le autorità locali hanno confermato l’evacuazione, sebbene alcuni residenti abbiano scelto di non abbandonare le proprie case. La Blue Lagoon ha comunicato di aver completato l’evacuazione della struttura e di aver sospeso temporaneamente le attività.

Runólfur Pórhallsson, direttore della protezione civile, ha esortato i cittadini a lasciare la città, sottolineando che questa eruzione potrebbe essere più intensa delle precedenti per la maggiore lunghezza del tunnel magmatico e la quantità di magma accumulata.

L’IMO ha spiegato che i segnali sismici registrati erano più intensi rispetto alle eruzioni recenti nella fila di crateri Sundhnúkur, indicando un «movimento considerevole di magma»,  «I soccorritori a Grindavík hanno percepito scosse e segni di deformazione del terreno, suggerendo possibili spostamenti delle faglie», ha aggiunto l’istituto.

Nonostante l’eruzione, l’Ente del Turismo islandese ha assicurato che «non vi è alcuna minaccia per la popolazione» e che il traffico aereo presso l’aeroporto di Keflavík prosegue regolarmente. Snorri Valsson, portavoce dell’ente, ha dichiarato: «L’area colpita è isolata fino a nuovo avviso. La formazione di gas vulcanici dipenderà dalla direzione del vento ed è monitorata costantemente».

Dopo l’eruzione di novembre 2023, che aveva già provocato l’evacuazione di Grindavík a causa della comparsa di crepacci profondi fino a 20 metri, il turismo in Islanda aveva subito un temporaneo calo. Tuttavia, secondo Statistics Iceland, il numero di visitatori stranieri attraverso l’aeroporto di Keflavík è aumentato del 2% tra il 2023  e il 2024, raggiungendo 2.261.391 arrivi. Anche i pernottamenti negli hotel a novembre 2024 sono stati superiori rispetto all’anno precedente, con 383.963 presenze. 

L’evoluzione dell’attività vulcanica continua a essere monitorata, mentre le autorità valutano i possibili sviluppi.

Carla Cuarto
Studentessa del Corso di Laurea in Economia e Management
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