venerdì, 19 Giugno 2026
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Missione a Pyongyang: Xi rinsalda l’asse con Kim

Il leader cinese riafferma l'asse con la Corea del Nord dopo sette anni di assenza. Tra parate militari e tensioni geopolitiche, il vertice mira a bilanciare l’ombra di Mosca e la pressione di Washington.

L’8 giugno 2026, il presidente cinese Xi Jinping è atterrato a Pyongyang per una visita di Stato di due giorni, segnando il suo ritorno in Corea del Nord dopo quasi sette anni. Come riportato da The Guardian, l’accoglienza all’aeroporto di Sunan è stata imponente: tappeti rossi, picchetti d’onore e una cerimonia coreografica in piazza Kim Il-sung, dove migliaia di cittadini hanno acclamato i due leader al ritmo di inni nazionali e salve di cannone. La visita coincide strategicamente con il 65° anniversario del trattato di amicizia e mutua assistenza tra i due Paesi, l’unico accordo di difesa formale della Cina ancora in vigore.

In questa prima fase del vertice, Pechino punta a riaffermare la propria influenza su un alleato che, negli ultimi anni, è apparso sempre più gravitante nell’orbita di Mosca. Come evidenziato da Reuters, la riapertura dei collegamenti ferroviari e aerei tra le capitali, ripresi dopo una lunga sospensione dovuta alla pandemia, è il segnale di una volontà di normalizzazione. Tuttavia, l’accesso resta limitato a viaggi d’affari e scambi studenteschi, escludendo ancora il turismo di massa cinese. Mentre la Corea del Nord ha fornito supporto militare alla Russia nel conflitto ucraino, Pechino intende agire come contrappeso economico, uno dei principali attori in grado di contribuire alla stabilità interna della Corea del Nord.

Un punto di analisi fondamentale, sollevato da AP News, riguarda il cambiamento della retorica nucleare. Per la prima volta, i comunicati ufficiali cinesi hanno omesso il termine “denuclearizzazione”, suggerendo un’accettazione tacita dello status di potenza nucleare di Pyongyang in funzione anti-statunitense. Esistono però divergenze significative tra le fonti: mentre il Dipartimento di Stato USA sostiene che Xi e Trump abbiano discusso della denuclearizzazione durante il loro recente incontro, Kim Yo-jong, influente sorella del leader nordcoreano, ha definito tali affermazioni “false”.

La strategia di Xi non si limita alla difesa: la Cina mira a ottenere concessioni di carattere pratico, come i diritti di navigazione nell’estuario del fiume Tumen e l’accesso alle acque della costa orientale coreana. Sul piano geopolitico, il The Guardian sottolinea che Xi utilizzi il legame con Kim anche per contrastare quello che Pechino definisce il “nuovo militarismo” del Giappone, un tema su cui il leader cinese è apparso insolitamente animato nei recenti dialoghi internazionali.

Nonostante l’apparente unità, il rapporto resta un delicato equilibrio di interessi. Se da un lato Kim rappresenta per Pechino un importante elemento strategico nei rapporti con Washington, dall’altro il leader nordcoreano continua a potenziare il proprio arsenale atomico, come dimostrato dalla recente ispezione a una fabbrica di materiale nucleare poco prima dell’arrivo dell’ospite cinese. In questo scenario, la Cina agisce per evitare che la vicinanza tra Pyongyang e Mosca superi i limiti di sicurezza, mantenendo al contempo aperti i canali commerciali con l’Occidente.

L’incontro tra Xi e Kim rafforza il ruolo della Cina nei rapporti con la Corea del Nord. In un equilibrio precario tra ambizioni atomiche e pressioni russe, la Cina cerca di consolidare il proprio ruolo di garante regionale, sfidando l’Occidente in una partita geopolitica che ridisegna i confini della sicurezza asiatica.

Immacolata Chimenz, Lorenza Chimenz




Immacolata Chimenz
Studentessa della Facoltà di Interpretariato e Traduzione
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