venerdì, 3 Luglio 2026
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Alligator Alcatraz: chiude la prigione-gabbia della Florida

Tra violazioni dei diritti umani, opacità burocratica e proteste ambientaliste nelle Everglades, il governatore DeSantis annuncia la chiusura del controverso centro di detenzione.

Alligator Alcatraz è una struttura di detenzione ricavata all’interno dell’aeroporto di addestramento di Dade-Collier, in Florida, situata a circa 80 km dal resort del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Il nome richiama la celebre prigione di San Francisco, a cui è stato aggiunto il riferimento ai pericolosi rettili che popolano la zona circostante.

L’apertura della prigione era stata annunciata il 19 giugno 2025. Un anno dopo, secondo quanto riferito da Al Jazeera, il Dipartimento della sicurezza interna degli Stati Uniti d’America (DHS) ha annunciato il trasferimento dei detenuti “per la loro sicurezza” in vista dell’imminente stagione degli uragani atlantici. Tuttavia, le autorità non hanno precisato quanti siano i prigionieri coinvolti né dove siano stati trasferiti. Inoltre, in un primo momento non era chiaro se la struttura sarebbe stata chiusa definitivamente.

Fin dalla sua apertura, la struttura è stata al centro delle polemiche, in particolare a causa delle numerose violazioni dei diritti umani denunciate dai detenuti. Secondo le testimonianze raccolte dal Guardian, all’inizio di giugno i prigionieri si sarebbero rifiutati di firmare dei documenti in inglese, lingua che molti di loro non comprendono e, come ritorsione, sarebbe stata loro somministrata acqua contaminata da larve di zanzara e sarebbero stati privati di cibo e medicinali. L’episodio si inserisce in un quadro più ampio di testimonianze relative ai presunti abusi avvenuti durante i dodici mesi di attività: i detenuti, costretti in gabbie di metallo, non avrebbero avuto accesso agli avvocati dell’immigrazione e avrebbero subito trasferimenti senza preavviso e sarebbero stati sottoposti a pressioni per essere deportati senza poter richiedere rappresentanza legale.

Alle critiche sulle condizioni di detenzione si sono aggiunte quelle legate all’impatto ambientale. Secondo il Guardian, i generatori di corrente della struttura continuano a rimanere accesi ininterrottamente, inquinando l’aria della riserva nazionale di Big Cypress e dell’intera regione delle Everglades. Per questo motivo, un gruppo di ambientalisti ha avviato un’azione legale per richiedere la chiusura definitiva della prigione, al fine di tutelare la popolazione locale e le specie protette. L’area delle Everglades ospita inoltre diversi siti commemorativi importanti per le comunità Miccosukee e Seminole, che si erano già opposte alla costruzione del centro.

La CNN aveva inizialmente riportato che la chiusura di Alligator Alcatraz fosse già prevista per l’estate. Nel maggio scorso, il Governatore della Florida Ron DeSantis aveva infatti dichiarato che la struttura era nata per essere temporanea. Più recentemente, l’agenzia APNews ha confermato, sempre in base a una dichiarazione di DeSantis, che il penitenziario è stato definitivamente chiuso. I detenuti rimasti saranno trasferiti in altre strutture e l’aeroporto tornerà a svolgere le sue funzioni originali, anche se né il DHS né i funzionari statali hanno rilasciato dettagli ufficiali riguardo alla destinazione dei detenuti trasferiti.

Dall’estate del 2025, quando la prigione è entrata in funzione, vi sono transitati circa 22.000 migranti, le cui famiglie hanno protestato più volte per i trattamenti disumani perpetrati all’interno del centro. Nonostante l’avvenuta chiusura, gli attivisti non intendono sollevare l’attuale amministrazione dalle proprie responsabilità umanitarie e ambientali.

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