venerdì, 3 Luglio 2026
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Referendum in Svizzera: respinto il tetto dei 10 milioni di abitanti

Fermata con il 54 % dei voti contrari la proposta del partito di destra UDC, svanisce il rischio di uno scontro con l’Unione Europea.

Il 14 giugno in Svizzera si è tenuto un referendum storico per introdurre un limite di 10 milioni di abitanti entro il 2050, con l’obiettivo di contenere l’immigrazione.

Come riportato da BFM, la consultazione nasce da un’iniziativa popolare contro l’immigrazione di massa sostenuta dall’Unione Democratica di Centro (UDC), partito di destra radicale e prima forza politica del Paese. L’obiettivo della proposta era porre un tetto alla popolazione svizzera, che attualmente supera di poco i 9 milioni di abitanti, di cui circa un quarto straniere. Yvan Pahud, un deputato dell’UDC, ha dichiarato: “Non vogliamo accogliere l’intera Europa né tutta la miseria del mondo”.

Secondo il Guardian, la principale motivazione alla base del referendum, soprannominato “la Brexit svizzera”, è l’eccessiva crescita della popolazione rispetto agli altri Stati europei. Dal 2002, anno in cui è entrato in vigore l’Accordo sulla libera circolazione delle persone, il numero di abitanti è aumentato del 23%. Secondo i sostenitori dell’iniziativa, questo incremento mette sotto pressione le infrastrutture, le politiche abitative e sociali, le risorse naturali e lo stile di vita del Paese. Oggi il 27% dei residenti non ha la cittadinanza, e l’eventuale vittoria del “sì” avrebbe introdotto restrizioni ai ricongiungimenti familiari, ai permessi di soggiorno e alle richieste di asilo.

Con un’affluenza superiore alla media, riporta France24, il progetto è stato però respinto con il 54% di voti contrari. Questo nonostante l’intensa campagna elettorale portata avanti dall’UDC, focalizzata su temi come l’aumento della criminalità, la carenza di alloggi e il calo della qualità dell’istruzione. Al contrario, il voto rappresenta una vittoria per i principali partiti della coalizione, i sindacati e i datori di lavoro: l’Unione sindacale svizzera ha infatti dichiarato che “rifiutando questa iniziativa, la popolazione svizzera ha detto no alla xenofobia”.

Inoltre, vi era il rischio che l’approvazione di questa iniziativa potesse incrinare le relazioni tra la Svizzera e l’Unione Europea, con ripercussioni sul mercato del lavoro: l’istituto di ricerca gfs.bern ha sottolineato che l’iniziativa è fallita proprio perché i cittadini, preoccupati dei possibili effetti collaterali, non sono rimasti convinti dalla proposta dell’UDC.

Secondo quanto riportato da Internazionale, lo stesso governo svizzero ha espresso soddisfazione per l’esito del referendum, impegnandosi comunque a valutare i passi successivi per risolvere le preoccupazioni della popolazione riguardo a immigrazione e crisi abitativa.

Anche se molti Stati applicano restrizioni all’immigrazione, è la prima volta che un Paese si esprime su un tetto massimo alla popolazione complessiva. Nonostante l’esito del voto, i critici della proposta temono che l’aver sdoganato questo argomento abbia creato un precedente politico che pone le basi per future tensioni.

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