La corsa all’intelligenza artificiale non riguarda solo laboratori informatici e sviluppo di nuovi software. Per funzionare, infatti, sistemi come quelli di Google hanno bisogno di enormi infrastrutture fisiche: i datacenter, che che ospitano migliaia di server e hanno bisogno di enormi quantità di energia e risorse. Uno dei nuovi progetti ha portato così Google al centro di una controversia ambientale in Finlandia.
La polizia finlandese ha avviato un’indagine penale per verificare le possibili violazioni delle norme ambientali nei lavori di costruzione di un nuovo datacenter nella zona di Muhos, nel nord del Paese. Come riportato da Reuters, Google ha investito 15 miliardi di dollari in infrastrutture di intelligenza artificiale, definendola come “il suo più grande investimento in Europa”, ma la società Tuike Finland, sussidiaria di Alphabet, avrebbe effettuato interventi di disboscamento e drenaggio del terreno prima che fossero completate tutte le valutazioni di impatto ambientale previste dalla legge.
L’area interessata a Muhos è di circa 330 ettari, una superficie che, secondo le stime di The Guardian, corrispondono a circa 250.000 alberi abbattuti. Le preoccupazioni, oltre alla perdita di vegetazione, riguardano anche le eventuali irregolarità di gestione delle acque e del sistema di drenaggio del cantiere. Sono ancora in corso le verifiche dalle autorità finlandesi per valutare se siano stati provocati danni all’ambiente.
A inizio ottobre, come riporta lo stesso articolo di The Guardian, la vicenda aveva già portato alla sospensione temporanea dei lavori a Muhos e Otanmäki, per ordine del Finnish Licensing and Supervision Authority, poiché non erano state completate le necessarie valutazioni di impatto ambientale prima del disboscamento totale dell’area.
Google ha riconosciuto alcune carenze nella gestione del progetto. In una dichiarazione riportata da EuroNews, un portavoce dell’azienda ha ammesso che il gruppo non aveva rispettato i propri standard, sostenendo tuttavia di aver agito in buona fede sulla base della propria interpretazione delle leggi finlandesi. Come riportato da Yle News, Antti Järvinen, responsabile di Google Finlandia, si è scusato pubblicamente, riconoscendo le carenze, ma precisando che il progetto era avanzato in cooperazione con le autorità e con gli esperti, mantenendo le autorità aggiornate e a conoscenza del piano di disboscamento.
Il caso ha provocato un acceso dibattito nel Paese. Da una parte ci sono le preoccupazioni dei cittadini e associazioni ambientaliste che chiedono regole più severe e maggiori garanzie per la tutela del territorio. Dall’altra parte si tratta di un investimento molto importante per l’economia del Paese.
La scelta della Finlandia non è casuale: clima freddo, disponibilità di energia a basse emissioni e stabilità della rete elettrica rendono il Paese interessante agli occhi delle grandi aziende tecnologiche. Il caso di Google mette in evidenza così una contraddizione quasi trascurata, ovvero l’intelligenza artificiale viene percepita come un qualcosa di innovativo e digitale, ma in realtà il suo sviluppo dipende da infrastrutture che occupano tanto spazio, consumano risorse e modificano profondamente l’ambiente, con un notevole impatto ecologico, come dimostra il disboscamento di centinaia di ettari nel caso finlandese.


