domenica, 4 Dicembre 2022
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COP: Storia e struttura

Si è appena conclusa la COP26 a Glasgow: ripercorriamo i suoi passi e analizziamo la sua struttura per capire la sua funzionalità

Nel 1992, il mondo era appena uscito dalla guerra fredda, il muro di Berlino e l’Unione Sovietica erano ormai un ricordo: si sentiva l’importanza di iniziare un periodo di collaborazione internazionale.

Così, in quell’anno, si tenne a Rio de Janeiro la prima Conferenza sull’Ambiente e sullo Sviluppo delle Nazioni Unite (UNCED, United Nations Conference on Environment and Development), conosciuta anche informalmente come “Summit della Terra”.

Fu un evento di importanza storica sia perché è stata la prima volta che 108 capi di Stato si sono riuniti fisicamente per discutere sul cambiamento climatico sia per l’impatto mediato e per le scelte politiche prese.

Infatti, in questa sede è stata approvata la Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (UNFCCC, United Nations Framework Convention on Climate Change): tra i suoi obiettivi principali c’è quello di stabilizzare la concentrazione di gas serra nell’atmosfera terrestre per contrastare il cambiamento climatico. 

Come supremo organo decisionale della Convenzione è stata istituita la “Conferenza delle Parti” (COP): è una riunione in cui gli Stati firmatari della Convenzione, denominati “Parti”, esaminano l’attuazione della stessa e di qualsiasi altro strumento giuridico adottato dalla COP e prendono le decisioni necessarie per promuovere la sua effettiva attuazione, comprese le disposizioni istituzionali e amministrative.

UNFCCC ‘family’ photoshoot:”We Will Move Ahead”. Fonte wikimedia commons.

La COP si riunisce ogni anno, salvo diversa decisione delle Parti e si riunisce a Bonn, la sede del segretariato, a meno che una Parte non si offra di ospitare la sessione. 

La prima COP ha avuto luogo a Berlino, in Germania, nel 1995, nella quale le Parti hanno ridefinito gli impegni della Convenzione e hanno istituito due organismi chiave per la sua attività: l’SBSTA, rappresenta l’organismo di supporto dedicato a digerire gli aspetti tecnici e scientifici funzionali al negoziato politico, e l’SBI, deputato a monitorare quanto le Parti stiano effettivamente applicando le decisioni e gli impegni presi in precedenza.

Quindi per quanto riguarda la struttura dell’organizzazione, abbiamo come organo portante l’ufficio di presidenza che supporta, fornisce consulenza e guida la COP in merito al lavoro in corso ai sensi della Convenzione e gestisce, inoltre, le sessioni e il funzionamento del segretariato, soprattutto nei momenti in cui la COP non è riunita.

Proprio come la presidenza della COP ruota tra le cinque regioni riconosciute dell’ONU c’è una tendenza per cui sia anche la sede della COP a spostarsi tra questi gruppi.

Comunque, troviamo anche altri organi all’interno della struttura che, però, hanno un ruolo sussidiario, troviamo: lo SBSTA e lo SBI, precedentemente citati, che sono organismi di supporto permanenti, ed altri sono istituiti ad hoc se ritenuti necessari; una segreteria che fornisce sia supporto organizzativo sia competenza tecnica ai negoziati e alle istituzioni dell’UNFCCC e facilita il flusso di informazioni autorevoli sull’attuazione della Convenzione; organismi tecnici sussidiari a numero chiuso, denominati in pratica organismi costituiti, istituiti ai sensi della Convenzione ed infine enti incaricati delle operazioni del Meccanismo Finanziario.

Laura Ponte
Studentessa della Facoltà di Investigazione, Criminalità e Sicurezza internazionale
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