giovedì, 18 Agosto 2022
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Covid-19 in Austria: proteste a Vienna contro la vaccinazione obbligatoria

Dopo aver imposto il lockdown ai non vaccinati, l’Austria ha deciso di estenderlo a tutti i cittadini a livello nazionale a causa dell’aumento dei casi di contagio

Il Cancelliere austriaco Alexander Schallenberg ha affermato che il lockdown si protrarrà almeno per 20 giorni, aggiungendo che sarà obbligatorio vaccinarsi entro il 1 febbraio del nuovo anno. Queste misure sono state adottate a seguito dell’aumento della curva di contagio nel Paese ed entreranno in vigore a partire dal prossimo lunedì 22 novembre, poiché l’Austria è la Nazione con la più bassa percentuale di vaccinati in Europa Occidentale.

«Non vogliamo una quinta ondata», ha detto Schallenberg dopo essersi riunito con i governatori delle nove province del Paese in una località turistica situata nell’ovest. Stando alle ultime cifre riportate, si è registrato un vertiginoso aumento dei casi: 15.000 contagi giornalieri nell’ultima settimana in un Paese di circa nove milioni di abitanti. Pertanto, la situazione non deve essere affatto sottovalutata. 

Al fine di ridurre la curva dei contagi, gli austrici dovrebbero tornare a lavorare da casa in modalità di smart working, i negozi che non vendono beni di prima necessità chiuderanno e le scuole resteranno aperte solamente nel caso in cui è previsto un tipo di apprendimento riservato ai più piccoli. Queste sono le misure che resteranno in vigore in Austria fino al 12 di dicembre, ma che potrebbero subire un prolungamento a seguito di dovute valutazioni del caso. 

In Europa, altri Paesi stanno via via emanando delle disposizioni volte al miglioramento della situazione epidemiologica: l’Estonia ha annunciato allo stesso modo un lockdown per i non vaccinati a partire da lunedì 22 novembre, mentre, la Repubblica Ceca, l’Olanda e la Germania hanno predisposto delle misure restrittive più leggere e limitate solo ad alcune fasce della popolazione. 

Nel frattempo, non hanno dato segni di cedimento le rivolte che si sono verificate a Vienna (Austria) e a Rotterdam (Paesi Bassi). In particolar modo, nell’ultima città, la polizia locale ha sparato e ferito gravemente due persone durante una manifestazione di protesta contro il governo, che ha emanato delle disposizioni volte a proibire l’uso dei fuochi d’artificio nell’ultima notte dell’anno ed imposto l’obbligo di un certificato verde vaccinale. 

In totale, risultano essere sette i feriti durante le varie manifestazioni di protesta e come minimo venti persone sono state arrestate durante la notte che è stata poi definita dal sindaco di Rotterdam come «un’orgia di violenza». 

Come risultato di questi eventi di violenza, la città si trova in uno stato di emergenza e la stazione dei treni principale è attualmente chiusa. 

Tra le varie misure preventive emanate dal governo locale per ridurre il numero dei contagi, vi sono la chiusura anticipata dei ristoranti e dei negozi e la chiusura al pubblico durante gli eventi sportivi. 

Marco Buccella
Studente della Facoltà di Interpretariato e Traduzione
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