sabato, 3 Dicembre 2022
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Nuove speranze per i cittadini di Mariupol: aperto un corridoio umanitario

La notizia di un nuovo corridoio umanitario è riportata dalla Croce Rossa, dopo settimane di bombardamenti che hanno colpito senza sosta la città

In seguito alle ultime quattro settimane di incessanti bombardamenti, la cittadina portuale ucraina di Mariupol non è più in grado di offrire un rifugio sicuro alle migliaia di civili rimasti bloccati al suo interno.

Nei giorni scorsi si era tentato di far arrivare nella città un convoglio di 45 autobus guidati da una squadra del Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR), ma i bus erano stati bloccati a causa dei bombardamenti.

Sebbene una svolta significativa nel conflitto sembri ancora lontana, Mosca ha dichiarato un cessate il fuoco temporaneo nella giornata di giovedì 31 marzo, che permetterà l’apertura di un corridoio umanitario per dare inizio all’evacuazione dalla città sotto assedio delle 170.000 persone rimaste intrappolate al suo interno, alla volta di Zaporizhzhia, ancora controllata dall’Ucraina.

Come ha affermato Alyona Synenko, portavoce della Croce Rossa, «Il tempo stringe per aiutare queste persone. Questa evacuazione è estremamente importante».

L’allarme era stato infatti lanciato dalla Croce Rossa nei giorni scorsi, in quanto i rifornimenti di viveri stavano per terminare, rischiando di aggravare la già precaria situazione delle migliaia di persone rimaste senza dimora dopo i numerosi bombardamenti delle settimane precedenti, che non hanno risparmiato edifici civili, come nel caso del teatro colpito lo scorso 16 marzo.

Mariupol rappresenta un centro nevralgico per il controllo del vicino Mar d’Azov, in quanto città portuale collegata a Luhansk e Donetsk, che creerebbe un corridoio via terra dalla Crimea alla Russia, interessando le zone target dell’offensiva russa, che sta mettendo a rischio la sopravvivenza di sempre più ucraini.

Resta quindi di vitale importanza la riuscita dell’evacuazione della città di Mariupol, in cui i viveri scarseggiano ed aumenta giorno dopo giorno il bilancio di morti accertate, a causa dei pesanti bombardamenti subiti dalla cittadina nelle scorse settimane, come nel caso dei reparti di maternità e pediatria dell’ospedale cittadino colpito lo scorso 9 marzo, o del teatro dove si stima abbiano perso la vita circa 300 persone.

Francesca Nardella
Studentessa della Facoltà di Interpretariato e Traduzione
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