giovedì, 18 Agosto 2022
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Il futuro degli studenti africani scappati dall’Ucraina

Alcuni studenti africani hanno rilasciato al quotidiano BBC delle interviste in cui spiegano cosa stanno vivendo da quando sono scappati dall’Ucraina e quale pensano sarà il loro futuro

Uno degli studenti intervistati da BBC è Desmond Chinaza Muokwudo, un ragazzo nigeriano di 30 anni che ha passato 11 anni della sua vita a risparmiare per frequentare un’università in Europa. Prima di trasferirsi in Ucraina, Desmond era un saldatore in un gasdotto dello stato di Anambra; dopo che i suoi genitori hanno deciso di vendere il piccolo appezzamento di terreno che avevano, il ragazzo ha avuto la possibilità di racimolare abbastanza soldi per seguire il proprio sogno. Lo scorso anno si è iscritto all’università, e ha vissuto in Ucraina solo tre mesi prima che iniziasse l’invasione da parte della Russia.

Ora Desmond vive in un alloggio provvisorio a Berlino, in Germania, e i suoi genitori non possono più supportarlo economicamente. Nonostante il governo nigeriano lo abbia invitato a tornare in patria, egli si è rifiutato e afferma che è deciso a restare in Europa per ricevere una formazione universitaria, perché in Nigeria non c’è futuro per lui.  

Oltre a lui, sono circa 16.000 gli studenti africani che vivevano in Ucraina e che ora stanno riscontrando molte difficoltà a capire come continuare i propri studi e dove andare a vivere. Molti ragazzi sono scappati nei propri paesi di origine grazie a dei voli di emergenza, ma molti altri sono emigrati verso i paesi confinanti con l’Ucraina, come la Polonia e l’Ungheria; altri ancora stanno cercando asilo in altri paesi dell’UE.

L’Università di Semmelweis in Ungheria sta permettendo agli studenti di continuare a frequentare i corsi fino alla fine della guerra, e fino ad ora ha ricevuto circa 2000 richieste in poche settimane, specialmente da africani. Nonostante ciò, molti studenti affermano che queste offerte sono garantite solo se analizzate caso per caso, e, ad ogni modo, sono molto complesse dal punto di vista burocratico. Dipendono per la gran parte dal tipo di corso di laurea a cui gli studenti sono iscritti, da quanti anni mancano per completare gli studi e da quanto possono ancora permettersi di pagare.

Alcuni studenti tornati a casa hanno invece l’opportunità di seguire ancora i corsi grazie alle lezioni da remoto, attraverso le quali i docenti continuano il loro servizio. Questi ultimi non vogliono che gli studenti lascino l’università o che si trasferiscano da qualche altra parte, perché le università potrebbero essere costrette a chiudere per sempre. Un altro studente di nome Marcel Chidera sta continuando gli studi in Polonia, dopo aver rifiutato un volo di rimpatrio. Per lui tornare in Nigeria, il suo paese natale, senza laurea, non era assolutamente un’opzione. Il ragazzo afferma di essere stato fortunato perché in Ucraina aveva completo solo un corso di lingua, quindi, è libero di iniziare un nuovo corso di laurea.

Megan Manduca
Studentessa della Facoltà di Interpretariato e Traduzione
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