giovedì, 8 Dicembre 2022
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Cina: continua la corsa verso lo spazio

Lo scorso 5 giugno tre astronauti sono partiti a bordo di un razzo Lunga Marcia 2F dal centro di lancio di Jiuquan, nel deserto del Gobi

La Cina è il terzo paese nella storia ad inviare degli astronauti nello spazio e costruire una stazione spaziale, dopo la Russia e gli Stati Uniti. Lo scorso aprile, dopo sei mesi in orbita, l’equipaggio della navicella spaziale Shenzhou-13 è atterrato in Mongolia. I tre astronauti cinesi sono tornati sulla Terra, ponendo fine alla missione più lunga compiuta dalla Cina: questo è solo l’inizio. Infatti, il 5 giugno tre astronauti sono stati lanciati sulla nuova stazione spaziale. I tre sono partiti a bordo di un razzo Lunga Marcia 2F dal centro di lancio di Jiuquan. Il razzo è alto 62 metri e utilizza quattro booster con propellente allo stato solido per aggiungere spinta per raggiungere l’orbita. L’equipaggio impiegherà sei mesi sulla stazione spaziale Tiangong per aggiungere due moduli. La stazione spaziale di Tiangong (in italiano significa “palazzo celeste”) dispone di propria alimentazione, propulsione, sistemi di supporto vitale e alloggi.

Ricordiamo che Pechino ha lanciato il suo primo uomo nello spazio nel 2003. Nonostante la Cina sia stata esclusa dalla Stazione Spaziale Internazionale poiché la legge statunitense vieta alla NASA di condividere dati e informazioni con la Cina, il paese riesce a prendere parte alla corsa verso lo spazio. Verso la fine di questa missione, ovvero la Shenzhou-14, partirà subito la Shenzhou-15 che vedrà il lancio di altri tre astronauti per sei mesi. I due equipaggi si sovrapporranno per tre o cinque giorni, la stazione spaziale avrà per la prima volta a bordo sei persone.

Ma la Cina non si ferma qui, ha progetti ed ambizioni molto più grandi. Entro il 2030, punta a far atterrare i suoi primi astronauti sulla luna e inviare sonde per raccogliere campioni su Marte e Giove. Secondo quanto affermato dall’agenzia di stampa statale cinese Xinhua, almeno 300.000 persone lavorano al programma spaziale cinese. Nel 2003 è stata fondata La China National Space Administration ma, nel 2016, il paese ha aperto la sua industria aerospaziale alle società private, che ora stanno investendo più di 1,5 miliardi di dollari all’anno.

I motivi principali di questa nuova missione sono: la gestione del traffico aereo, le previsioni meteorologiche e la navigazione. Ma molti dei satelliti cinesi hanno anche usi militari, possono aiutare il paese a monitorare le forze ostili e a guidare i missili a lungo raggio. Parte della motivazione della missione lunare cinese è l’estrazione di metalli (per esempio il litio).

L’influenza della Cina nello spazio si sta espandendo e molti altri paesi stanno lavorando per raggiungere l’obiettivo di sbarcare sulla luna. La NASA prevede di tornare sulla luna con gli astronauti degli Stati Uniti e di altri paesi a partire dal 2025. Anche Giappone, Corea del Sud, Russia, India ed Emirati Arabi Uniti stanno conducendo le proprie missioni di sbarco sulla luna.

Margherita Cali
Studentessa della Facoltà di Interpretariato e Traduzione (LM-94)
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