domenica, 4 Dicembre 2022
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Arrestati i responsabili dell’esplosione sul Ponte di Crimea

A pochi giorni dall'esplosione della mattina di venerdì 8 ottobre, l'organo di Intelligence federale russo, attraverso una dettagliata ricostruzione, ne svela i responsabili

«5 cittadini russi e 3 cittadini ucraini e armeni sono stati arrestati in quanto responsabili dell’esplosione avvenuta lo scorso 8 ottobre sul Ponte di Crimea». Questo è quanto affermato dalla Federal’naja služba bezopasnosti russa (FSB), ovvero organo federale che svolge compiti per garantire la sicurezza interna della Russia. Sin da subito Putin si era espresso sull’episodio, etichettando l’atto come terroristico. Secondo la ricostruzione, il piano è stato organizzato da Kyrylo Oleksiyovych Budanov, capo della direzione principale dell’intelligence del ministero della Difesa dell’Ucraina. Budanov è inoltre riuscito a coinvolgere nell’attuazione materiale dell’attentato almeno 12 persone.

Non si è fatta attendere la risposta dell’Ucraina che ha categoricamente rigettato le accuse mosse contro loro, definendole un’assurdità al pari dell’essenza stessa dell’operato che svolge regolarmente l’ente federale russo, ritenuto «al completo servizio del regime di Putin» e per questo non meritevole di esaurienti repliche.

Tornando alla versione russa, l’ordigno esplosivo sarebbe stato camuffato in rotoli di pellicola di polietilene da costruzione per un peso totale di oltre 22 tonnellate e spedito dal porto di Odessa alla città bulgara di Ruse all’inizio di agosto.

Successivamente, il carico è stato trasportato sino a Erevan, capitale armena: il tutto è stato possibile grazie alle normative e a quei consensi che garantisce l’Unione economica eurasiatica (collaborazione economica tra Bielorussia, Kazakistan, Russia, Armenia, sorta dalle ceneri della precedente Comunità economica eurasiatica). I documenti “incriminati” certificano i ruoli di questo scambio commerciale fittizio: il mittente era una società armena, mentre il destinatario una società moscovita.

Il 4 ottobre il carico è stato presumibilmente trasportato da un camion DAF immatricolato in Georgia attraverso il confine russo-georgiano e il 6 ottobre è stato consegnato e scaricato in una base all’ingrosso di Armavir, città dell’oblast’ di Krasnodar.

L’indagine precisa come, per tutto il tragitto, il movimento del carico e i contatti con i partecipanti allo schema criminale di trasporto sono stati monitorati e coordinati da un ufficiale del Servizio di Sicurezza dello Stato dell’Ucraina.

Infine, sempre secondo la ricostruzione dell’intelligence russa, nella giornata di venerdì 7 ottobre i documenti relativi alla merce sono stati nuovamente modificati, designando come destinatario del carico un’azienda inesistente nella Repubblica di Crimea.

Gianluca Iacobini
Studente di Interpretariato e Traduzione
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