domenica, 4 Dicembre 2022
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Strage nel poligono militare russo di Belgorod

Una sparatoria avvenuta in un campo di addestramento russo testimonia come i problemi della Russia riguardino anche l'organizzazione e gestione interna dell'esercito stesso

Nella serata di sabato 15 ottobre, il Ministero della difesa della Federazione Russa ha dichiarato che, a seguito della sparatoria avvenuta nel poligono situato nell’oblast’ di Belgorod (centro addestramento in cui i neo mobilitati soldati svolgono un periodo di formazione prima di raggiungere i connazionali sul fronte ucraino) sono morte 11 persone e altre 15 sono rimaste ferite. Questo stando a quanto riporta il Kommersant, quotidiano fondato nel 1989 in Russia.

Sempre secondo la notizia, ad aprire il fuoco sono stati due cittadini di paesi appartenenti alla Comunità degli Stati Indipendenti (CSI), un’organizzazione internazionale con sede a Minsk, composta da nove delle quindici ex repubbliche sovietiche, cui si aggiunge il Turkmenistan come membro associato. I due sono stati immediatamente uccisi dalla sicurezza della struttura.

La BBC Russian news riporta come nelle ore successive all’ episodio, la notizia sia stata diffusa anche da vari quotidiani, non trovando però un riscontro comune non solo nel numero delle vittime (una cifra non definita che oscilla fra le 10 e le 22 persone) ma anche nella provenienza degli artefici e nell’ora presunta in cui si sarebbe consumato il pluriomicidio:

Il Ministero della difesa russo ha etichettato tale episodio come terroristico, senza però spiegare come e perché in un poligono militare federale si trovassero cittadini stranieri armati, benché appartenenti alla già citata CSI. La sensazione è che si tratti di volontari che avessero precedentemente fatto richiesta per prendere parte alla cosiddetta “operazione militare speciale” tra le fila dell’esercito russo.

Non bisogna dimenticare infatti che il Cremlino ha approvato, a partire dal mese di settembre dell’anno corrente, l’avviamento di una procedura semplificata volta all’ottenimento della cittadinanza russa per quegli stranieri che manifestino la volontà di arruolarsi nell’esercito russo e prendere parte alla “denazificazione” dell’Ucraina.

Parallelamente, altre fonti d’informazione russe riportano che, benché non ci siano ancora testimonianze dirette o conferme attendibili al riguardo, i responsabili di questa sparatoria siano originari dell’oblast’ di Brjansk, situato tra la pianura russa occidentale e la parte ovest del Rialto centrale russo.

Riguardo il momento dell’attentato, il dicastero federale lo colloca temporalmente nella tarda sera, intorno alle ore 21 di sabato 15 ottobre, mentre altre testate fanno riferimento alla mattina, durante le quotidiane esercitazioni che hanno luogo intorno alle ore 10.

Nei prossimi giorni sarà resa nota la verità di un episodio grave che, nella sua natura, è anche dimostrazione del fatto che non tutto sta andando “secondo i piani” come ripete dall’inizio della guerra il presidente russo Vladimir Putin.

Gianluca Iacobini
Studente di Interpretariato e Traduzione
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