domenica, 4 Dicembre 2022
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In Italia continua la cattiva condotta dei turisti

Quest'anno in Italia i turisti sono stati particolarmente irrispettosi, talvolta anche recando danni al patrimonio artistico italiano

Il numero di visitatori internazionali da gennaio a luglio 2022 è aumentato del 57% rispetto ai record pre-pandemia, secondo l’Agenzia Nazionale del Turismo (ENIT). Tuttavia, da quando le restrizioni ai viaggi sono diminuite e i turisti sono tornati in Italia, si sono verificati diversi episodi di cattiva condotta a danno del patrimonio artistico del Bel Paese.

A Roma
Nel mese di giugno, due turisti americani hanno causato danni per 25.000 euro alla Scalinata di Trinità dei Monti a Piazza di Spagna, quando hanno spinto – e poi lanciato – i loro monopattini elettrici giù dalla scalinata. Soltanto un mese prima, un turista saudita era andato a finire con una Maserati sulla scalinata, rompendone due gradini. A inizio ottobre, inoltre, un turista americano ha distrutto due sculture di valore inestimabile nei Musei Vaticani. Due mesi prima, una coppia americana è stata sorpresa a incidere le proprie iniziali sull’Arco di Augusto, un monumento di 2.000 anni fa.

A Firenze
Alla Galleria degli Uffizi, ci sono delle panchine scolpite a mano nel XVI secolo, su cui i turisti si siedono e mangiano, spalmando salse sulla pietra porosa, che prontamente si macchia. Sono noti anche i graffiti all’esterno della galleria.

A Venezia
I turisti fanno abitualmente il bagno nei canali, tutelati dall’UNESCO, che fungono da sistema fognario della città. A maggio, alcuni americani si sono spogliati per un bagno accanto al monumento dell’Arsenale del XIV secolo. Ad aggiungersi ai comportamenti fuori luogo, una turista ceca è stata vista prendere il sole in topless su un monumento ai caduti. Perfino un italiano, proveniente da un’altra regione, ha danneggiato permanentemente una delle chiese principali della città con dei graffiti.

Secondo la psicologa Audrey Tang, membro della British Psychological Society, la cattiva condotta dei turisti si manifesta a causa del «senso di anonimato, ma anche del “passaggio al rischio”, secondo cui i gruppi si incitano a vicenda a comportarsi in modi estremi, compiendo azioni che da soli non farebbero mai».

Di tutta risposta, talvolta i turisti dicono che non sapevano che quello che stavano facendo non era permesso. Difatti, alcune azioni – come nuotare nei canali – sono permesse in altri paesi. Tuttavia, Tom Jenkins, amministratore delegato dell’Associazione Europea del Turismo (ETOA), ritiene che si tratti del desiderio di visibilità su Internet.

Secondo Jenkins, «l’Italia è particolare per la ricchezza di elementi turistici che possiede e poiché l’ambiente è così fragile, è probabile che qualsiasi danno riguardi un sito del patrimonio mondiale».

Gli esperti italiani, però, ritengono che è il modo in cui gli stranieri pensano all’Italia a determinare la loro cattiva condotta: «l’Italia è vista e giudicata dai turisti stranieri come un luogo privo di regole e leggi, dove tutto è arte e quindi niente è arte».

In tal senso, Jenkins sostiene che «le autorità debbano essere viste come se stessero facendo qualcosa per prevenire questo comportamento: il modo in cui lo prevengono è un punto discutibile».

Martina Tominic
Studentessa della Facoltà di Economia.
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