domenica, 4 Dicembre 2022
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Elezioni Israele: Netanyahu è di nuovo premier

Benjamin Netanyahu e i suoi alleati di estrema destra vincono le elezioni israeliane

L’ex primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha di nuovo vinto le elezioni, ottenendo la maggioranza dei seggi nel parlamento con la sua coalizione di destra.

I risultati elettorali, annunciati giovedì 3 novembre, mostrano che l’ex premier e i suoi alleati nazionalisti, hanno conquistato 64 seggi nel parlamento su 120, di cui 32 sono andati al partito di Netanyahu, il Likud.

Gli oppositori della colazione centrista, guidata dal primo ministro uscente Yair Lapid, hanno ottenuto 51 seggi, con il numero restante di seggi detenuto da un altro partito arabo non affiliato a nessuna delle due coalizioni.

Lapid si è congratulato con Netanyahu affermando che: «Lo Stato di Israele viene prima di qualsiasi considerazione politica. Auguro successo a Netanyahu, per il bene del popolo di Israele e dello Stato di Israele», riporta la BBC.

Da questo momento, Nethanyahu avrà 28 giorni per formare quello che si prevede sarà il governo israeliano più di destra della storia del PAese. 

Quando fu estromesso dal potere nel 2021, dopo 12 anni come primo ministro, Netanyahu promise con aria di sfida che prima o poi sarebbe tornato al governo.

I risultati di queste elezioni, infatti, nonostante il processo penale in corso per presunta corruzione, frode e violazione della fiducia, hanno sugellato la sua promessa, rendendolo il leader che ha vinto più elezioni di qualsiasi altro primo ministro nei 74 anni di storia del Paese.

Quanto alle accuse su di lui, si presume che abbia accettato denaro da uomini d’affari e dispensato diversi favori per ottenere una copertura stampa più positiva.

Netanyahu nega ogni accusa e si dichiara vittima degli oppositori politici di centrodestra e di sinistra, che lo definiscono un pericolo per la democrazia israeliana, descrivendolo come una figura “ultra-divisiva”.

Tuttavia, tutto ciò non ha danneggiato la sua campagna elettorale.

Il successo di Netanyahu deve molto alla reputazione che ha coltivato negli ultimi anni come l’unica persona che può gestire al meglio le forze ostili del Medio Oriente per proteggere Israele.

Netanyahu, 73 anni, è una delle figure politiche più controverse di Israele, odiata da molti oppositori ma adorata dai suoi sostenitori.

La sua politica è molto dura nei confronti dei palestinesi, in quanto egli è un convinto sostenitore della costruzione di insediamenti ebraici nella Cisgiordania occupata, opponendosi in questo modo al diritto internazionale, che li ritiene illegali.

Sebbene nel 2009 avesse pubblicamente annunciato la sua accettazione di uno Stato palestinese insieme ad Israele, in seguito ha rafforzato la sua posizione contraria, dichiarando che nessuno Stato palestinese sarebbe stato creato.

Gli attacchi palestinesi e l’azione militare israeliana hanno ripetutamente portato Israele a confrontarsi dentro e intorno alla Striscia di Gaza durante il suo periodo in carica come primo ministro.

Netanyahu, durante la campagna elettorale, ha promesso di formare un governo nazionale stabile.

Prima ancora della vittoria effettiva, egli ha dichiarato che il suo governo: «si prenderà cura di tutti i cittadini di Israele, senza eccezioni, perché lo Stato appartiene a tutti noi».

Sara Grilli
Studentessa della Facoltà di Interpretariato e Traduzione
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