domenica, 4 Dicembre 2022
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Esplosione a Istanbul: accusato il PKK

In seguito all'attentato di domenica 13 novembre, il governo turco arresta 46 sospetti, tra cui l'autrice della strage

Domenica 13 novembre si è verificata una forte esplosione nel centro di Istanbul, che ha causato 6 morti e 82 feriti. 

Nelle ultime ore, le autorità di sicurezza di Ankara hanno confermato che si è trattato di un attentato terroristico. In seguito alle prime indagini, il ministro dell’Interno Suleyman Soylu ha affermato che le milizie indipendentiste curde sono responsabili dell’attacco ad Istanbul, conducendo la polizia all’arresto di 46 sospetti.  

 «Secondo le nostre indagini, l’ordine per l’attacco terroristico è arrivato da Ayn al Arab, a nord della Siria, dove il PKK ha il suo quartier generale». 

Il PKK, Partito dei Lavoratori del Kurdistan, è un partito politico curdo, successivamente diventato anche gruppo militante, che da diversi anni pratica una lotta separatista armata per tentare di fondare un Kurdistan indipendente.

Negli ultimi anni, il PKK ha compiuto numerosi attacchi in Turchia, ed è stato più volte accusato di terrorismo per i suoi metodi di lotta, come i diversi attentati kamikaze contro obiettivi civili e militari turchi, questi ultimi ritenuti dal partito i principali oppressori del popolo curdo.

Attualmente, è considerata un’organizzazione terroristica non solo dalla Turchia, ma anche dagli Stati Uniti e dall’Unione Europea.

Il PKK è inoltre noto per avere forti legami con un’altra organizzazione, tanto da essere considerate come due organizzazioni sorelle, lo YPG, ovvero la milizia dei curdi siriani.

Arrestata l’attentatrice

Fra le 46 persone arrestate, la cittadina siriana Ahlam Ablashir, ha confessato di essere responsabile di aver collocato la bomba in via Istiklal, provocando l’esplosione. La donna, ha affermato di essere stata addestrata dal partito curdo PKK e dalle milizie curde siriane dello YPG. Albashir, inoltre, sarebbe riuscita ad entrare illegalmente in Turchia dalla regione siriana di Afrin.

Le due organizzazioni accusate, hanno tuttavia negato la loro responsabilità rispetto a quanto accaduto, smentendo qualsiasi coinvolgimento nell’attentato. 

Secondo quanto dichiarato ministro della Giustizia turco, Bekir Bozdag, Ankara sta continuando l’indagine giudiziaria sull’esplosione. Le forze di sicurezza riveleranno dunque gli autori del reato in breve tempo e tutti gli aspetti dell’incidente saranno chiariti a seguito delle indagini.

Frattanto, la Turchia, ha imposto un divieto temporaneo, per motivi di sicurezza, sulla trasmissione di informazioni riguardanti l’esplosione. 

Sara Grilli
Studentessa della Facoltà di Interpretariato e Traduzione
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