domenica, 4 Dicembre 2022
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Crisi Ucraina: segnali positivi dal summit G20 a Bali

Il G20 si apre con gli appelli alla pace in Ucraina del presidente Zelens'kyj, mentre per la Russia parla Lavrov e i leader occidentali non lasciano la sala

Nella giornata di lunedì 14 Novembre, il Presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelens’kyj ha parlato in collegamento video con i rappresentanti dei Paesi del G20 presenti al vertice tenutosi in Indonesia, ribadendo pubblicamente la volontà di fermare la guerra iniziata dalla Russia, illustrando la sua “formula di pace” in 10 punti. Come riportato dalla BBC Russian News, il presidente si è dichiarato convinto che sia finalmente giunto il momento in cui la guerra distruttiva intrapresa dalla Russia debba e possa essere fermata, salvando così migliaia di vite. Peculiare è stato il continuo riferimento al G20 come al “Gruppo dei 19”, rimarcando l’esclusione della Russia dal gruppo internazionale.

La cosiddetta “formula per la pace” presentata ai partecipanti del vertice, prevede 10 punti da rispettare, riguardanti diverse tematiche e ambiti: dalla sicurezza nucleare a quella alimentare ed energetica, passando per l’immediato rilascio di tutti i prigionieri e dei residenti in Ucraina portati coattivamente nel territorio russo; la garanzia di un completo ripristino dell’integrità territoriale dell’Ucraina; l’immediato ritiro delle truppe russe capace di permettere la definitiva cessazione delle ostilità, certificando così un’efficacie prevenzione dell’escalation e stabilendo una data di fine della guerra.

Zelens’kyj ha concluso il proprio discorso affermando che la guerra debba concludersi in modo equo e sulla base dei principi sanciti dalla Carta delle Nazioni Unite e del diritto internazionale, sottolineando l’importanza di un immediato ritiro delle truppe russe, affinché possa esser avviato l’ambito processo di pace, con conseguente risarcimento di tutti i danni causati all’Ucraina nel corso della guerra.

Fra le altre richieste del presidente ucraino, vi è anche l’organizzazione di una conferenza internazionale incentrata su quel che dovrà essere il futuro potenziamento delle infrastrutture di sicurezza post-guerra del paese, volta a impedire alla Russia di ripetere aggressioni simili, così come ottenere maggiori tutele e garanzie riguardanti l’accordo sul grano ucraino stipulato a luglio tra le Nazioni Unite e la Russia.

Da parte sua, L’Organizzazione delle Nazioni Unite afferma di aver esportato con successo 10 milioni di tonnellate di grano ucraino e altri prodotti agricoli dall’inizio dell’accordo, contribuendo a scongiurare una crisi alimentare globale: la necessità di rivedere l’accordo, però, risulta improrogabile vista l’imminente scadenza dello stesso del 19 novembre dell’anno corrente. A tal proposito, Zelens’kyj suggerisce di siglare un nuovo accordo a tempo indeterminato, indipendentemente dalla fine della guerra, poiché: «Il diritto al cibo è un diritto fondamentale di ogni essere umano nel mondo»

Da questo summit arrivano positivi, purché deboli, segnali di avvicinamento, indispensabili per porre rimedio a questa complicatissima situazione internazionale: come riporta Bloomberg, multinazionale operativa nel settore dei mass media con sede a New York, il Ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, a capo della delegazione russa, nonché in rappresentanza del Presidente Vladimir Putin, ha ascoltato per intero il video-discorso di Zelensky, non abbandonando la sala come invece è successo precedentemente. Inoltre, i partecipanti del G20 non hanno boicottato il discorso dello stesso Lavrov.

Gianluca Iacobini
Studente di Interpretariato e Traduzione
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