domenica, 4 Dicembre 2022
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Gran Bretagna: un biennio cupo alle porte

I guai per il Regno Unito non sembrano essere finiti e si preannunciano due anni difficili

La Bank of England prevede un biennio molto impegnativo per l’economia britannica a seguito dell’aumento dei prezzi su ogni cosa e soprattutto sul cibo, carburante ed energia, facendo intendere che la fine della crisi è ancora lontana.                    

Come sottolineato dalla BBC l’aumento dei prezzi ha scoraggiato i consumatori inglesi ed ha portato l’economia a contrarsi dello 0,2% negli ultimi 3 mesi: ci sono tutti gli indicatori per prevedere un’incombente recessione, che secondo molti esperti potrebbe essere la più lunga mai registrata a partire dal 1920.  

L’inflazione che attanaglia anche l’euro fa ancora più male alla sterlina e l’effetto più devastante è osservabile sugli affitti: un vero e proprio salasso che sfocia in una ridotta propensione dei britannici a spendere in beni di consumo, altro dato che va a pesare sulle previsioni economiche. La situazione drammatica ha inoltre indebolito la borsa di Londra, facendole perdere il primato di mercato azionario più importante d’Europa. A prenderne il posto vi è il mercato azionario francese con un valore di 2823 miliardi di euro, con quello britannico che ora ne possiede “solamente” 2821. Complici del cambio della guardia non sarebbero solo le previsioni negative ma anche la Brexit e l’andamento più stabile dell’economia francese.

Il cancelliere dello scacchiere (antico modo per indicare il ministro delle finanze) Jeremy Hunt, ha comunicato di star lavorando ad un piano per rendere la recessione più blanda e più breve possibile, ma per fare ciò sarà necessario prendere delle decisioni molto difficili.

La linea sarà quasi sicuramente improntata sull’austerity e dovrà portare l’inflazione a livelli accettabili, la  riduzione del debito pubblico e una crescita stabile. Intanto i ristoranti e i pub iniziano a correre ai ripari: in un quinto delle attività ha optato per la chiusura anticipata in modo da ridurre i costi delle bollette, mentre un quarto si ritrova a dover alzare i prezzi sui prodotti e servizi.

Alessio Tibaldi
Studente di marketing per le relazioni internazionali
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