giovedì, 29 Febbraio 2024
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Bolivia e Iran siglano un nuovo accordo in materia di difesa e sicurezza

Il patto firmato a Teharan dai due governi mira ad aiutare la Bolivia nella lotta contro il narcotraffico, a rafforzare la sorveglianza delle sue frontiere e a cooperare nei settori culturali, tecnologici e scientifici

Giovedì 20 luglio il ministro della Difesa boliviano, Edmundo Novillo Aguilar, e dalla sua controparte iraniana, e Mohammad Reza Ashtiani, hanno firmato un accordo d’intesa per ampliare la cooperazione bilaterale nel campo della sicurezza e della difesa, come ha riferito l’agenzia statale persiana IRNA secondo quanto riporta la BBC.

Il memorandum, che è stato siglato a Teharan, mira ad aiutare la Bolivia nella lotta contro il narcotraffico e a rafforzare la sorveglianza delle sue frontiere. Inoltre, il ministro iraniano ha ammesso che il patto include la vendita di materiale e l’addestramento del personale.

Gli esperti dell’Istituto di studi per la guerra statunitense (ISW) danno per scontato che il governo di Teheran offrirà i suoi droni alle autorità di La Paz. Infatti, il ministro iraniano ha assicurato, prima della firma dell’accordo, che l’industria militare del suo paese avrebbe offerto, in caso di necessità, “tecnologia avanzata” alla Bolovia.

Già in diversi luoghi è comune l’utilizzo dei droni per la sorveglianza delle frontiere, nello specifico, nel 2022, un funzionario iraniano ha assicurato l’impiego di droni in 22 paesi, tra cui il Venezuela.

Le parole del ministro Novillo, riportate dai media boliviani, non si riferiscono solo ad un aiuto in materia di sicurezza, ma si tratta di una cooperazione anche nei settori “scientifico, della difesa e della sicurezza”.

L’accordo in questione è ritenuto un modello per le nazioni che cercano la libertà, tanto che il Consiglio europeo di Madrid ha preso atto con soddisfazione dell’impegno assunto dall’Unione europea nell’ambito del processo di pace in Medio Oriente.

Questo processo di avvicinamento si sta rafforzando dal primo governo di Evo Morales (Bolivia) e Mahmud Ahmadinejas (Iran), i quali, durante le visite reciproche e i loro incontri, hanno sottoscritto decine di accordi per promuovere la produzione di alimenti e medicinali, di legami culturali, scientifici e tecnologici.

I rapporti tra i due paesi hanno subito una battuta d’arresto solo durante l’interinato di Jeannie Añez (2019-2020), ma sono stati ripresi poi con l’elezione di Arce, che era ministro di Morales.

Questo riavvicinamento non è ben visto dall’opposizione boliviana. Il deputato del partito Comunità Cittadina, Marcelo Pedrazas, crede che il governo preferisca intrattenere rapporti con paesi che violano i diritti umani, come Russia, Venezuela, Nicaragua e Iran, a sostegno di un allontanamento con la comunità internazionale.

Il legislatore ha condannato che i dettagli del patto non sono stati resi noti.

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