lunedì, 24 Giugno 2024
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L’Italia invia navi militari nel Mediterraneo orientale

Mentre il numero di morti a Gaza supera i dieci mila, a poco più di un mese dall'inizio del conflitto israelo-palestinese, le tensioni in Medio Oriente aumentano e l'Italia si unisce alle forze già dispiegate in acque internazionali inviando fregate, navi-ospedale e forze anfibie

In un comunicato stampa del 30 ottobre 2023, riportato dal sito del Governo, il ministro della Difesa Crosetto ha comunicato la partenza di un volo C130, un aereo da trasporto tattico militare, per portare i primi aiuti umanitari alla popolazione palestinese. L’aereo è atterrato in Egitto da dove poi si trasporteranno gli aiuti a Gaza tramite il valico di Rafah, aperto solo il 21 ottobre dopo numerose trattative con Israele. Inoltre, due fregate multi-missione, navi da guerra destinate a proteggere altre navi da guerra o navi mercantili, parte delle Fregate europee multi-missione frutto di un progetto congiunto tra Italia e Francia, la  Virginio Fasan e la Carlo Margottini, sono arrivate il 5 Novembre nel Mediterraneo orientale di fronte a Israele, Gaza e Libano, riporta Il Foglio in un articolo del 5 novembre. Le due Fregate missilistiche italiane si uniscono al pattugliatore Polivalente d’Altura, Thaon di Revel, già dispiegato verso la fine di ottobre in via precauzionale nelle vicinanze di Cipro, riporta un articolo di Il Messaggero. In ultimo, l’Italia invierà in supporto anche un’unità anfibia nell’eventualità di dover raggiungere le coste palestinesi e israeliane per vie subacquee, ha riportato sempre Il Foglio.

Le forze militari italiane si uniscono ad altre forze navali occidentali dispiegati in via precauzionale nelle acque internazionali davanti alla Striscia, tra cui i portaerei americani Gerald R. Ford e Dwight D. Eisenhower, diretta nel Golfo Persico, le forze francesi con un porta elicotteri in supporto ad altre due fregate francesi, e una nave inglese. Le forze navali italiane, spiega Il Foglio, non hanno solo una funzione deterrente per intimare una de-escalation del conflitto, ma sono in primo luogo pensate per evacuazioni di connazionali o altro personale e per portare aiuti umanitari. In quest’ottica l’Italia ha inviato la nave-ospedale Vulcano, destinata ad attraccare appena fuori dalle coste di Gaza e aiutare la popolazione palestinese. La nave, partita dal Porto di Civitavecchia nella sera dell’8 novembre scorso, trasporta 170 passeggeri tra marinai e impiegati nella struttura sanitaria, dotata di sale operatorie e strumenti diagnostici salvavita, riporta The Times of Israel in un articolo dell’8 novembre.

Gli aiuti mobilitati nelle acque limitrofe a Israele e Libano dimostrano la crescente preoccupazione per un allargamento del conflitto, specialmente sul fronte libanese dove gli scontri tra Israele e Hezbollah si sono intensificati negli ultimi giorni. Il Primo Ministro Giorgia Meloni ha avvertito in un’intervista che uno spillover del conflitto porterebbe delle “incalcolabili conseguenze”, commento ripetuto anche nella telefonata con la controparte libanese Najīb Mīqātī, scrive Reuters il 9 ottobre. L’interesse italiano a evitare un coinvolgimento nella guerra del Libano è legato anche alla presenza di circa dieci mila militari italiani, impegnati nella missione di peacekeeping delle Nazione Unite, UNIFIL, una missione nata con una risoluzione del Consiglio di Sicurezza del 1978 in seguito all’invasione del Libano da parte di Israele nel marzo 1978, di cui l’Italia è il secondo maggior contributore riporta Reuters.

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