giovedì, 22 Febbraio 2024
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António Guterres: «Il Consiglio di sicurezza deve premere per evitare una catastrofe umanitaria»

Il Segretario Generale delle Nazioni Unite António Guterres ha invocato l'articolo 99 della Carta delle Nazioni Unite chiedendo un'urgente risoluzione del Consiglio di Sicurezza per un cessate il fuoco a Gaza al fine di evitare una catastrofe umanitaria

Il 6 dicembre 2023 il Segretario Generale delle Nazioni Unite António Guterres ha inviato una lettera al presidente del Consiglio di Sicurezza, José Javier De la Gasca, sollecitando una risoluzione per un cessate il fuoco a Gaza, come riporta il sito delle Nazioni Unite. La situazione nella Striscia ha raggiunto un livello critico tale che il Segretario Generale ha dichiarato il «severo rischio del collasso del sistema umanitario». La decisione di invocare l’articolo 99 è stata descritta come una drammatica mossa costituzionale da Stéphane Dujarric, Portavoce di Guterres. Il suddetto articolo è considerato uno degli strumenti più forti e, per questo, raramente utilizzato che dichiara che il Segretario Generale «può portare all’attenzione del Consiglio di Sicurezza qualsiasi questione che, a suo parere, possa minacciare il mantenimento della pace e della sicurezza internazionale», come si può leggere nella Carta delle Nazioni Unite, Capitolo XV. L’articolo 99 è stato invocato solamente due volte nella storia delle Nazioni Unite, riporta il The National News, la prima nel 1960 a causa della crescente violenza in Congo, e successivamente nel 1989 verso la fine della guerra civile in Libano. È chiaro quindi che questo potere è stato pensato per riportare l’attenzione del più alto organo dell’ONU alle situazioni in cui la pace e la sicurezza internazionali sono in grave pericolo.

La richiesta urgente di António Guterres arriva alla luce della recente escalation del conflitto israelo-palestinese dopo la pausa umanitaria concessa per l’ingresso del supporto umanitario, essenziale per la popolazione stremata dai costanti attacchi, e per lo scambio di prigionieri da parte di Hamas e del governo di Tel Aviv, dal 24 Novembre al 1 dicembre 2023. È proprio nella mattina del 1 dicembre che l’esercito israeliano non solo ha ripresto i bombardamenti al nord della Striscia, la zona più colpita dall’inizio del conflitto, ma ha anche intensificato i raid aerei nel sud di Gaza nel tentativo di piegare Hamas, come riporta la rassegna geopolitica di Limes del 5 dicembre. L’intensificarsi degli attacchi sembra aprire una seconda fase del conflitto che, come ha dichiarato il portavoce del governo israeliano Eylon Levy, citato in un articolo di Reuters, sarà militarmente più intensa. La decisione di Guterres di evidenziare la necessità di un immediato cessate il fuoco è stata duramente criticata dall’ambasciatore israeliano presso le Nazioni Unite, Gilad Erdan, che in un post su X ha dichiarato che il Segretario Generale ha raggiunto un «nuovo minimo morale» accusando inoltre Guterres di avere un pregiudizio nei confronti di Israele. Anche Eli Cohen, Ministro degli Affari Esteri israeliano, sempre su X il 5 dicembre, ha accusato l’ONU di avere un pregiudizio nei confronti di Tel Aviv e ha revocato il visto di residenza alla coordinatrice umanitaria delle Nazioni Unite Lynn Hastings.

L’articolo 99 è stato invocato non solo per la grave situazione umanitaria nella Striscia, ma anche per le implicazioni che questo conflitto può avere sulla stabilità della regione intera. A questo proposito, il The National News riporta che una delle preoccupazioni principali resta quella di un allargamento del conflitto in Libano, Siria, Iraq e Yemen. Questo timore è chiaramente condiviso da Guterres che nella sua lettera ribadisce che la guerra potrebbe avere delle implicazioni irreversibili per i palestinesi e per la pace e la sicurezza in tutta la regione. Nonostante resti contestata l’uso da parte del Segretario Generale di questo potente strumento, Al Jazeera riporta che gli Emirati Arabi Uniti, membri del Consiglio di sicurezza, hanno già presentato una nuova bozza di risoluzione al Consiglio e hanno chiesto l’adozione urgente di una risoluzione per il cessate il fuoco umanitario.

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