lunedì, 22 Aprile 2024
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Protesta degli agricoltori a Madrid: 500 trattori nella capitale

Agricoltori e allevatori hanno partecipato alla manifestazione a Madrid fino ad arrivare alla sede del Ministero dell'Agricoltura

Centinaia di agricoltori si sono riuniti nei pressi della Porta di Alcalá, in pieno centro di Madrid, in attesa che arrivassero altre cinque colonne di trattori da altre province della Spagna per poter raggiungere la sede del Ministero dell’Agricoltura. Secondo l’organizzazione sarebbero dovuti arrivare 1.500 trattori, anche se la Delegazione del Governo ne aveva autorizzati 500.  

I trattori e gli agricoltori sono stati accolti da molte persone, tra cui anche i madrileni stessi, che hanno manifestato il loro sostegno ai lavoratori del settore primario. Alcuni trattoristi, che avevano viaggiato da Buitrago del Lozoya, a 74 Km dalla Capitale, come riporta El Periodico, hanno affermato «è stato molto complicato arrivare a Madrid».

La Delegazione del Governo aveva previsto che la protesta si svolgesse lungo la via Alfonso XII ma alcuni manifestati hanno tentato di modificare il percorso provocando alcuni scontri con la polizia. Nello scontro è rimasto coinvolto Luis Cortés, coordinatore statale dell’Unión de Uniones, che ha riportato lievi ferite.

Arrivati davanti alla sede del ministero, riporta El Mundo, Luis Cortés ha detto «crediamo solo in ciò che uscirà lunedì dal Consiglio dei ministri dell’Agricoltura dell’UE e, a seconda di ciò che verrà approvato, annunceremo un nuovo calendario di mobilitazioni». E dopo la richiesta di svolgere le elezioni per votare i rappresentanti nel settore agricolo, secondo quanto riportato da El Periodico, Luis Cortés ha affermato «siamo agricoltori e non giardinieri».

Alcuni agricoltori hanno scandito slogan dove richiedevano prezzi equi e soluzioni per il settore primario, hanno manifestato vestiti con giubbotti catarifrangenti e hanno mostrato striscioni contro l’Agenda 2030. Secondo quanto riferisce ancora El Mundo l’agricoltore Javier García ha dichiarato «chiediamo prezzi equi perché non possiamo competere contro prodotti provenienti da Paesi terzi che fanno concorrenza sleale, ma soprattutto contro l’Agenda 2030, che prevede norme ambientali restrittive che attaccano agricoltori e allevatori. In Spagna ci sono anche molte restrizioni a livello nazionale, tralasciando ciò che arriva dall’Europa. Resteremo qui finché non ci ascolteranno».

Il presidente del governo Pedro Sánchez, dal Marocco, non si è pronunciato sulla manifestazione a Madrid e ha annunciato l’invio di una lettera alla presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, per rispondere alle richieste degli agricoltori.

Viviana Filardi
Studentessa della Facoltà di Interpretariato e Traduzione
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