lunedì, 22 Aprile 2024
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La Giunta dell’Andalusia contro la privatizzazione di Plaza de España a Siviglia

Il progetto del sindaco di Siviglia di far pagare l’ingresso ai turisti ha incontrato anche l’opposizione del governo

José Luis Sanz, sindaco di Siviglia, in una nota pubblicata sul suo account sul social X, ha avanzato la proposta di far pagare un biglietto a tutti i turisti che visitano la nota piazza della capitale andalusa. Gli abitanti di Siviglia e i residenti della provincia sarebbero esentati dal pagamento del “biglietto”. Come riporta El Periodico José Luis Sanz ha sostenuto che ciò «servirebbe a finanziare la conservazione e a mantenere un servizio di sorveglianza 24 ore su 24».  

Juanma Moreno, presidente della Giunta dell’Andalusia, ha respinto questa proposta. E come riporta El Mundo, Ramón Fernández-Pacheco, il portavoce della Giunta dell’Andalusia, ha sottolineato che è rilevante anche l’opinione dei consigli comunali e quella del settore turistico. Inoltre, anche Arturo Bernal, ministro del Turismo, della Cultura e dello Sport, secondo quanto riportato da El Mundo, in un’intervista aveva dichiarato che l’Andalusia non avrebbe avuto una tassa di soggiorno.

Per quanto riguarda il progetto presentato, Ramón Fernández-Pacheco ha precisato che affinché qualsiasi iniziativa possa essere presa in considerazione è necessario un accordo tra le diverse parti attraverso «il dialogo e il consenso».

Secondo quanto riporta El Periodico, il Comune di Siviglia vuole proporre un accordo di collaborazione alla Direzione generale del patrimonio di Stato per il mantenimento e la conservazione del patrimonio di Plaza de España.

Anche il governo ha respinto la proposta e il sindaco di Siviglia ha chiesto 5 milioni di euro per poter sostenere le spese di conservazione e per i lavori di riparazione del complesso monumentale, oggetto di frequenti atti di vandalismo.

José Ignacio García, il rappresentante del gruppo Adelante Andalucia, ha sollecitato a sottoporre alla sessione plenaria del Parlamento tale proposte e, riferisce ancora El Mundo, sostiene che in questo modo si potrebbero raccogliere più di 180 milioni di euro all’anno che potrebbero essere destinati «all’edilizia pubblica, a compensare gli effetti climatici e ambientali del turismo di massa affinché il diritto dei residenti di vivere comodamente nella città sia una realtà più vicina».

Viviana Filardi
Studentessa della Facoltà di Interpretariato e Traduzione
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