lunedì, 22 Aprile 2024
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Novità dallo spazio: scoperte tre nuove lune nel nostro Sistema solare

Una nuova scoperta spaziale direttamente dagli Stati Uniti: tre nuove lune individuate attorno a Urano e Nettuno

Sono state individuate tre nuove lune nel Sistema solare: una orbita attorno a Urano e le altre due intorno a Nettuno, i due pianeti più distanti dal Sole. Come segnala Forbes, una scoperta del genere non avveniva da 20 anni.

Prima dell’avvistamento, le lune dei due pianeti ammontavano a 27 (Urano) e 14 (Nettuno): ad oggi, il numero è salito rispettivamente a 28 e 16. Come riportato da Sky TG24, la scoperta è arrivata dall’Unione Astronomica Internazionale, nello specifico, dal Minor Planet Center la cui sede, lo Smithsonian Astrophysical Observatory, si trova a Cambridge, nel Massachusetts (USA).

I “nuovi” satelliti sembra siano le lune meno luminose scoperte fino ad ora. Come riferisce RaiNews, la luna S/2023 U1 di Urano è, ad oggi, la più piccola tra i suoi satelliti: con 8 chilometri di diametro, si calcola che impieghi 680 giorni per completare l’orbita intorno al pianeta. È stata scoperta nell’osservatorio di Las Campanas, in Cile, tramite i telescopi gemelli Magellano, i più grandi e potenti mai costruiti. Anche S/2022 N5, una delle lune che orbitano attorno a Nettuno, la più luminosa tra le tre recentemente individuate, è stata scoperta tramite i Magellano: vanta un diametro di 23 chilometri e dovrebbe impiegare 9 anni per completare la sua orbita attorno al pianeta. S/2021 N1, la terza luna scoperta, è stata invece rilevata grazie al telescopio Subaru, nelle isole Hawaii: con un diametro di 14 chilometri, dovrebbe impiegare 27 anni per completare il suo percorso attorno a Nettuno.

Stando a quanto riportato da Space.com, le sigle momentanee che identificano i satelliti saranno sostituite da nuovi nomi: la luna di Urano riceverà il nome di uno dei personaggi shakespeariani, come è accaduto per gli altri satelliti del pianeta; mentre quelle di Nettuno verranno ribattezzate con nomi di ninfe e divinità del mare della mitologia greca.

Come riferisce USA Today, l’autore della scoperta, l’astronomo statunitense Scott S. Sheppard ha dichiarato che, essendo questi satelliti molto piccoli e poco luminosi, è stata necessaria una speciale elaborazione delle immagini per riuscire a individuarli.

Ilaria Bisegna
Studentessa della Facoltà di Interpretariato e Traduzione
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