lunedì, 22 Aprile 2024
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L’aborto diventa costituzionale in Francia

È stato ufficialmente approvato l’inserimento dell’aborto nella Costituzione francese. Macron: «orgoglio per la Francia»

Il parlamento francese, presidiato da Emmanuel Macron, si è riunito a Versailles per l’approvazione definitiva della proposta di inserimento dell’aborto nella Costituzione. L’evento segna un momento importante nella storia, in quanto la Francia diventa il primo paese al mondo a inserire tale diritto nella costituzione. Tuttavia, i legislatori non parlano di “diritto” ma piuttosto di “libertà garantita”, scelta che ha provocato non poche critiche, come riporta la CNN.

Ciononostante, il peso della maggioranza è schiacciante: 780 voti a favore contro 72 contrari.

In Francia l’aborto è legale sin dal 1975, ma l’esplicita inclusione di tale diritto nella Costituzione è frutto della volontà dell’85% dei francesi che, secondo un sondaggio riportato dalla BBC, si sono espressi fermamente a favore della sua costituzionalità.

«My Body My Choice». Queste le parole comparse sulla Torre Eiffel illuminata a seguito dell’approvazione dell’emendamento. Un emendamento che, secondo quanto affermato dall’associazione francese per i diritti delle donne Fondation des Femmes, sembrerebbe arrivare a seguito dell’annullamento da parte della Corte Suprema statunitense del Roe. V. Wade, che garantiva il diritto costituzionale all’aborto da almeno 50 anni. Con la sua cancellazione, spetta adesso ai diversi stati americani la scelta autonoma di garantire o meno il diritto all’aborto. La decisione della Corte statunitense, secondo il guardasigilli francese Dupond-Moretti, è solo uno degli esempi di violazione dei diritti fondamentali nella storia. «Adesso abbiamo la prova inconfutabile del fatto che nessuna democrazia, neanche la più forte di tutti, è immune». Queste le sue parole, riportate dalla CNN. E l’emendamento non è stato immune neanche dall’opposizione, prima fra tutte quella della Chiesa. La Pontificia Accademia per la Vita ha infatti espresso in un comunicato la sua disapprovazione, sostenendo che «nell’era dei diritti umani universali, non può esistere alcun “diritto” alla privazione della vita umana». Anche i vescovi francesi si sono uniti all’accorato appello del Vaticano contro questa risoluzione, definendo la protezione della vita «un’assoluta priorità».

D’altra parte, fioccano le critiche della destra al presidente Macron, accusato di servirsi della Costituzione per scopi prettamente elettorali. L’emendamento non sarebbe in sé «sbagliato» ma «innecessario», attacca l’opposizione, imputandogli la colpa di utilizzare la causa per aumentare i consensi a sinistra.

Nonostante ciò, il Presidente afferma che tale emendamento rappresenta «un orgoglio per la Francia», la quale ha inviato «un messaggio di portata universale».

Laura Vargiu
Studentessa della Facoltà di Interpretariato e Traduzione
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