martedì, 23 Luglio 2024
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Aereo militare precipita in Russia: è il secondo in tre mesi

Dopo lo schianto di un aereo cargo militare a gennaio 2024, un secondo velivolo da trasporto russo è precipitato poco dopo il decollo: ancora non ci sono notizie dell'equipaggio

Il Ministero della Difesa russo ha dichiarato che martedì 12 marzo 2024 un aereo da trasporto militare si è schiantato nella regione di Ivanovo, a nord-est di Mosca. Secondo quanto riporta il The Moscow Times, sull’aereo erano presenti otto membri dell’equipaggio e sette passeggeri. Al momento non si hanno notizie certe sulle loro condizioni anche se, stando a fonti non confermate, nessuna delle quindici persone a bordo sembra sia sopravvissuta allo schianto.

Secondo quanto riportato da CBS News, durante la fase di decollo da una base militare, l’aereo da trasporto militare Ilyushin ll-76 sarebbe precipitato a causa di un malfunzionamento di uno dei quattro motori che avrebbe poi scatenato l’incendio. Il Ministro della Difesa russo ha dichiarato: «Secondo quanto riportano testimoni sulla scena, la causa del disastro è stata dovuta a un incendio avvenuto in uno dei motori durante il decollo dell’aereo».

Come riferisce il sito di TGLA7, il video dello schianto, ripreso da alcuni civili a terra che hanno assistito alla scena, è stato poi reso pubblico su X (l’ex Twitter).

Come riporta il sito di Internazionale, l’incidente dell’aereo da trasporto strategico Ilyushin Il-76 sarebbe il secondo nel giro di tre mesi: il 24 gennaio 2024 un aereo militare russo con a bordo 74 persone è precipitato al confine con il suolo ucraino, nella regione del Belgorod. Nello schianto sono morti 65 militari ucraini prigionieri di guerra. Secondo il governo russo, questo incidente sarebbe stato causato da un attacco delle forze ucraine, mentre Kiev ha prontamente smentito la notizia. Come riportato dalla CNN, i servizi segreti ucraini hanno dichiarato: «Ciò che è accaduto potrebbe indicare azioni deliberate da parte della Russia volte a mettere in pericolo la vita e la sicurezza dei prigionieri. L’atterraggio di un aereo da trasporto in una zona di combattimento di 30 chilometri non può essere sicuro e, in ogni caso, andrebbe discusso da entrambe le parti, perché mette a rischio l’intero processo di scambio [dei prigionieri, N.d.R.].».

Ilaria Bisegna
Studentessa della Facoltà di Interpretariato e Traduzione
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