sabato, 25 Maggio 2024
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Guerra in Ucraina: l’accusa di Washington a Mosca sull’uso di armi chimiche

Kiev e Washington accusano l'esercito russo d'impiegare armi chimiche nel conflitto. La Casa Bianca risponde con nuove sanzioni

La Casa Bianca denuncia l’uso di armi chimiche da parte dell’esercito russo nel conflitto in Ucraina. Stando a Washington, Mosca avrebbe impiegato composti quali la cloropicrina contro le truppe ucraine, in diretta violazione della Convenzione sulle Armi Chimiche, come riportato dalla CNN. Oltre alla cloropicrina, i soldati russi si sarebbero serviti anche di gas lacrimogeni, solitamente adoperati dalle forze di polizia nel mondo per il controllo delle folle durante manifestazioni o proteste.

La cloropicrina è usata per scopi bellici sin dalla prima guerra mondiale. Dopodiché è presto vietata per l’uso bellico trovando nuovo impiego come fumigante in agricoltura. Sul corpo umano può irritare i polmoni, gli occhi e la pelle. Può, inoltre, causare nausea e dissenteria per settimane. In quantità elevate può essere letale, provocando soffocamento per edema polmonare acuto. La cloropicrina, inoltre, per via delle sue piccole dimensioni molecolari, può superare i filtri di molte maschere antigas, il che la rende un agente particolarmente pericoloso.

Il Cremlino controbatte negando ogni accusa, come riportato da RT News. Stando al diplomatico russo Dmitrij Peskov: «sono senza fondamento e non sono supportate da prove di alcun genere». Non solo le denunce sarebbero false, ma secondo Mosca l’impiego di tali armi verrebbe dall’altro lato del conflitto. «L’uso di agenti chimici da parte dei combattenti ucraini è diventato sistematico», commenta il Ministero degli esteri russo. «Il primo caso registrato dell’uso di cloropicrina dai neofascisti ucraini è stato durante l’assedio alla sede dei sindacati in Odessa, il 2 maggio 2014» ha aggiunto.

Il governo di Washington risponde imponendo nuove restrizioni. Applicando la legge del 1991 contro l’uso di armi chimiche e biologiche, il Dipartimento di Stato aggiunge limitazioni circa le licenze d’esportazione per articoli di difesa ed altri prodotti cui natura potrebbe essere d’interesse per la sicurezza nazionale. A queste si aggiungono sanzioni dirette ad entità governative russe e aziende legate allo sviluppo di armi chimiche.

La Russia però non è l’unico bersaglio delle sanzioni USA, che colpiscono imprese efigure di rilievo in diversi paesi, quali la Cina, l’Azerbaigian, il Belgio, la Slovacchia, la Turchia e gli Emirati Arabi Uniti. Motivo di questa decisione è da ricondursi al loro sostegno al Cremlino. Sull’uso di armi chimiche nel conflitto, la posizione degli Stati Uniti era già stata resa nota nel 2022: a un loro impiego sarebbe seguita una reazione decisa, dichiarò all’epoca Joe Biden.

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