sabato, 25 Maggio 2024
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UE: Segnali di crescita economica nell’Eurozona 

Le economie dell’euro hanno registrato un aumento del PIL di 0.3%, superando le stime della BCE. Verso il taglio dei tassi di interesse a giugno

Tra gennaio e marzo del 2024, Il prodotto interno lordo è aumentato dello 0.3% sia nell’eurozona che nell’UE rispetto all’ultimo trimestre del 2023, secondo i dati riportati da Eurostat. L’Irlanda ha registrato il risultato migliore, con una crescita dell’1.1%, seguita da Lettonia, Lituania e Ungheria, che hanno tutte riportato un aumento dello 0.8%. L’unica eccezione è stata la Svezia, dove si è registrato un calo di 0.1% rispetto al trimestre precedente. Complessivamente, il tasso di crescita annuale è stato positivo per nove paesi e negativo per quattro. 

La crescita economica dell’Eurozona negli ultimi 18 mesi è stata marginale, a causa dell’impatto della pandemia ed in seguito, della guerra russo-ucraina e della crisi energetica. Le ricadute sono state particolarmente pesanti sull’economia tedesca, che ha visto una contrazione dello 0.5 % verso la fine del 2023. Tuttavia, la Germania è tornata a crescere dello 0.2% nel trimestre successivo. La Francia ha riportato una crescita analoga, che l’Insee ha attribuito all’aumento delle spese pubbliche e degli investimenti, secondo il Financial Times

Grecia, Spagna e Portogallo sono cresciuti ad una velocità doppia rispetto alla media dell’Eurozona, in una inversione di tendenza. I paesi del Mediterraneo hanno riavviato la crescita grazie ai tagli alla burocrazia e alle imposte sulla società, promuovendo cambiamenti nel mercato di lavoro e attraverso i fondi pensionistici e gli investimenti internazionali, hanno cominciato a riacquistare il loro debito sovrano, scrive il New York Times. Anche l’Italia ha eguagliato il tasso di crescita complessiva dell’eurozona, con i tagli sulle spese e l’esportazione di prodotti tecnologici e automobilistici: secondo le stime preliminari dell’Istat, il PIL è aumentato dello 0.3% nel primo trimestre del 2024. 

In linea con le previsioni degli analisti, l’inflazione nell’Eurozona è rimasta stabile al 2.4% nel mese di aprile, mentre l’inflazione core, che esclude i costi energetici e alimentari, è scesa dal 2.9% al 2.7%, riporta CNBC. Oltre agli economisti, anche alcuni funzionari della BCE anticipano un taglio dei tassi di interesse in occasione della riunione di politica monetaria che si terrà il prossimo 6 giugno a Francoforte, sottolineando la necessità di prevenire un eccessivo rallentamento dell’economia nella zona euro e la volatilità dei prezzi del petrolio in Medio Oriente. La previsione è condivisa dal vicepresidente della BCE Luis De Guindos, il quale ha dichiarato in un’intervista a Le Monde che il taglio di giugno è un “fait accompli”, una certezza se non si verificano incidenti fino ad allora.  

Per ciò che accadrà dopo giugno, il vicepresidente ha espresso cautela. «Dipenderà da come si evolveranno i fatti, dalla situazione geopolitica e l’impatto sui prezzi del petrolio» dichiara De Guindos nel corso della stessa intervista. «Occorrerà anche tenere in conto quello che sta accadendo negli Stati Uniti, dove l’inflazione è più elevata». 

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