giovedì, 9 Luglio 2026
HomeNotizie dal mondo“Chat control”: tra protezione dei minori e violazione della privacy

“Chat control”: tra protezione dei minori e violazione della privacy

Dopo lo stop del Parlamento, l’azione della Presidente Metsola riapre il dibattito sul compromesso tra sicurezza e privacy.

Da anni l’Unione europea discute dell’introduzione di una norma per tutelare i minori online. Con questo obiettivo, l’11 maggio 2022 la Commissaria europea per gli affari interni, Ylva Johansson, ha proposto il Regolamento per la prevenzione e la lotta contro l’abuso sessuale su minori (CSAR). Nonostante i buoni propositi, tuttavia, l’iniziativa ha sollevato diverse polemiche a causa dei meccanismi di controllo.

Come riporta il Guardian, lo CSAR permetterebbe a compagnie private come Google, Meta e Microsoft di scansionare automaticamente i messaggi. Ciò avviene sia attraverso sistemi di machine learning (IA) che identificano il linguaggio tipico di questi ambienti, sia tramite strumenti come PhotoDNA che riconoscono immagini o video di abusi. Dal momento in cui un contenuto è identificato come illegale, gli viene associata un’impronta digitale univoca condivisa con le altre piattaforme, rendendo possibile il blocco automatico senza bisogno del controllo umano.

Originariamente pensata per rendere permanente una misura temporanea, la proposta è stata bloccata ad aprile, quando il Parlamento europeo si è espresso contro la sua approvazione. La principale ragione di questa opposizione, riporta il Brussels Times, è il rischio di violazione della privacy. Secondo gli esperti, l’approvazione del regolamento, noto anche come “Chat Control”, permetterebbe alle aziende di esaminare le conversazioni di chiunque alla ricerca di contenuti illegali, sacrificando la crittografia end-to-end. In questo modo, i messaggi privati di milioni di cittadini verrebbero monitorati, costringendoli a pagare per i crimini di pochi. Inoltre, attualmente non sembra esistere una soluzione tecnologica per rilevare tali immagini senza un alto margine di errore.

In risposta al blocco dello CSAR, le società informatiche hanno accusato il Parlamento europeo di non essere in grado di proteggere i bambini e si sono rifiutate di interrompere il controllo delle conversazioni degli utenti.

Il dibattito intorno a Chat Control si è riaperto nelle ultime settimane, dopo che la Presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, ha invitato il Consiglio ad approvare la proposta nonostante il precedente parere negativo. Secondo Politico, questo avrebbe provocato tensioni tra i parlamentari, che si sono sentiti scavalcati.

Da parte sua, in un comunicato stampa il Consiglio si è dichiarato a favore della proroga della deroga temporanea, per permettere ai fornitori di servizi online di continuare ad analizzare i messaggi. Inoltre, l’organo si augura che la misura possa essere confermata fino al 2028, nell’attesa che venga definito un quadro giuridico a lungo termine, attualmente in fase di negoziazione. Questa posizione sarà esaminata dal Parlamento, che potrà approvarla, modificarla o respingerla.

La protezione dei minori in rete e il rispetto della privacy rappresentano due facce della stessa medaglia: ignorare le preoccupazioni dei cittadini potrebbe compromettere la fiducia nelle istituzioni su un tema tanto importante quanto delicato.

RELATED ARTICLES

In evidenza

I più letti