Il 5 giugno la Camera dei deputati ha approvato il disegno di legge che porterà alla reintroduzione dell’energia nucleare in Italia.
Dopo una discussione iniziata a ottobre 2025, il Consiglio dei ministri ha approvato il disegno di legge che delega al Governo la responsabilità della reintroduzione dell’energia nucleare nel Paese.
Il DDL permetterebbe l’integrazione del nucleare come fonte “sostenibile”, volta ad una sempre maggiore indipendenza energetica dell’Italia da fonti estere. Il Governo, quindi, sarebbe autorizzato alla reintroduzione, nel quadro delle politiche europee di decarbonizzazione entro il 2050. Sarà necessario, come riporta World Nuclear News, lo sviluppo di un Programma nazionale per l’energia nucleare sostenibile e l’istituzione di un’autorità indipendente per la sicurezza nucleare. Il DDL, inoltre, favorirebbe la ricerca scientifica e lo sviluppo di un’industria, quale quella del nucleare, assente in Italia dal 1987.
In seguito al disastroso incidente di Černobyl’, fu proposto un referendum che di fatto portò allo spegnimento dei reattori nucleari di tutta Italia. Come riportato da Politico, la popolazione italiana è scettica sull’uso dell’energia nucleare e questa tendenza, unita a un clima di diffidenza nei confronti del Governo, rende necessaria un’importante campagna di sensibilizzazione.
L’ultima campagna politica pro-nucleare in Italia risale al 2010, guidata dall’allora primo ministro Berlusconi, risultata poi in un fallimento a seguito dell’incidente di Fukushima. Ma le recenti crisi sull’aumento dei prezzi dell’energia elettrica e le preoccupazioni sulla competitività industriale innescata dall’invasione russa dell’Ucraina e dalla chiusura dello stretto di Hormuz, hanno attenuato la resistenza dell’opinione pubblica, in particolare tra i gruppi imprenditoriali, mentre la resistenza tra gli elettori rimane alta.
Secondo le previsioni del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Salvini, l’Italia potrebbe avere dei reattori nucleari funzionanti entro il 2032, ma secondo gli esperti saranno necessari almeno 12-15 anni per un Paese che dovrà ricostruire da zero il proprio settore nucleare.
L’energia nucleare è sempre più al centro delle discussioni a livello europeo. In particolare, diversi Paesi del Nord Europa stanno espandendo i programmi sull’uso del nucleare o rivedendone il divieto. L’Italia, dal suo canto, si trova all’interno di un dibattito molto acceso, ma poco informato e sarà responsabilità del Governo informare adeguatamente i cittadini, i quali in più occasioni hanno affermato il loro rifiuto verso la tematica.


