Lo scorso 11 agosto il Parlamento libanese ha votato per abolire la pena di morte.
Dopo due anni di discussioni, il Libano diventa il primo Paese del Medio Oriente ad abolire la pena capitale. La proposta di legge era stata presentata il 7 ottobre 2025 dall’Associazione Libanese per i Diritti Civili (LACR – Lebanese Association for Civil Rights), dopo un processo lungo un ventennio.
Infatti, grazie alle campagne della LACR, le ultime esecuzioni risalgono al 2004. Da allora, come ricorda la BBC, furono avanzate diverse proposte, che tuttavia non arrivarono mai a una discussione parlamentare.
Eppure, come ricorda Ogarit Younan a DW News, fondatrice di LACR, è stato importante celebrare le piccole vittorie. Come i dibattiti nelle scuole fino alla moratoria non ufficiale sulla pena.
Secondo la nuova legge, la pena capitale sarà sostituita dall’ergastolo con l’imposizione di lavori forzati in caso di aggravanti. Non è tuttavia ancora chiaro come saranno applicati i termini delle nuove pene. Ciò rischia di creare disappunto e proteste all’interno di carceri già sovraffollate, riporta Al-Jazeera, dove ancora 85 detenuti rimangono condannati a morte.
Sempre dal quotidiano arabo apprendiamo che la maggioranza del Parlamento ha votato a favore. Ad opporsi solo il gruppo parlamentare di Hezbollah, il quale al momento non ha presentato alcun reclamo.
Alcune famiglie hanno espresso il loro malcontento per la decisione, riporta Radio France Internationale, affermando di aver sperato di ricevere giustizia per le proprie vittime di reati violenti e non uno “sconto di pena”. La pena di morte, infatti, veniva emessa in caso di reati gravi, quali omicidio aggravato, terrorismo e reati contro la sicurezza dello Stato.
Con un messaggio congiunto promulgato dalla Gazzetta Ufficiale della Commissione libanese per i diritti umani (NHRC), il primo ministro Nawaf Salam e il Presidente della Repubblica Joseph Aoun, hanno definito l’abolizione un “passo storico” per il Paese, ricordando il fondamentale contributo del connazionale Charles Malik alla redazione della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.
Mentre il Libano rappresenta un modello per il Medio Oriente, la pena di morte continua a essere usata nel resto della regione. Proprio Israele ha recentemente approvato una nuova legge ad hoc per i palestinesi ritenuti responsabili di atti terroristici. Un inasprimento della pena di morte che, come riporta The Guardian, non riguarderà gli estremisti ebrei accusati di crimini simili. Una scelta legislativa che ha influenzato il processo decisionale in Libano, almeno in parte. Viene rimarcata così la volontà del Paese di rappresentarsi sulla scena internazionale sotto una luce più positiva, distanziandosi da quelle nazioni che continuano ad usare la pena di morte come strumento di controllo della popolazione.


