sabato, 10 Dicembre 2022
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ONU: sospesi aiuti alimentari in due città etiopi

L'8 dicembre, il portavoce delle Nazioni Unite ha dichiarato che il Programma Alimentare Mondiale ha sospeso la distribuzione di aiuti alimentari nelle città etiopi di Kombolcha e Dessie, situate nella regione di Amhara

Mercoledì 8 dicembre, il portavoce delle Nazioni Unite Stephane Dujarric ha dichiarato che le forze ribelli del Tigray hanno saccheggiato, a Kombolcha, una grande quantità di forniture alimentari umanitarie, tra cui cibo per bambini malnutriti, e che i militari dell’esercito governativo dell’Etiopia, invece, si sono impossessati di carichi umanitari nella città di Dessie

Nello specifico, Dujarric ha affermato che il personale umanitario del Programma Alimentare Mondiale (PAM) ha subito “estreme intimidazioni“, come l’essere stati minacciati con delle armi da fuoco, e che, inoltre, le forze ribelli del Tigray hanno sequestrato tre camion umanitari del PAM, con il fine di usarli per i propri scopi bellici.

Se si aggiunge il fatto che le due città di Kombolcha e Dessie sono ritenute strategiche dal punto di vista militare, in quanto sono situate lungo l’autostrada A2 che collega la capitale Addis Abeba a Mekele, capoluogo della regione del Tigray; si capiscono quali sono i motivi che hanno portato alla decisione, da parte dell’ONU, di fermare la distribuzione di alimenti in queste due località.

Durante la dichiarazione di mercoledì, Dujarric ha affermato che “Tali vessazioni del personale umanitario da parte delle forze armate sono inaccettabili. Minano la capacità delle Nazioni Unite e di tutti i nostri partner umanitari di fornire assistenza quando è più necessaria”.

Mappa delle regioni etiope. Fonte wikimedia commons.

Inoltre, chiede a tutte le parti in conflitto di rispettare e proteggere il personale di soccorso umanitario, in quanto la situazione all’interno del territorio del Paese è molto critica.

Lo si nota dai dati emersi dall’ultimo “Aggiornamento sulle operazioni umanitarie nel nord dell’Etiopia” delle Nazioni Unite in cui risulta che “L’ultimo numero di persone colpite dagli effetti del conflitto è di 3,7 milioni di persone ad Amhara, più di 500.000 persone nell’Afar e 5,2 milioni di persone nel Tigray. Di questi, si ritiene che almeno 400.000 stiano affrontando un’estrema insicurezza alimentare.”

Ormai da oltre un anno, l’Etiopia settentrionale sta affrontando una grave crisi alimentare nel mezzo di una guerra civile in corso tra le forze ribelli del Tigray e le forze governative.

Il governo etiope ha recentemente annunciato di aver riconquistato le città di Kombolcha e Dessie, precedentemente in mano ai ribelli: quest’ultimi sostengono che l’esercito ha recuperato solo le aree che avevano volontariamente deciso di abbandonare.

Il governo ha anche ripreso il controllo di Lalibela, un sito del patrimonio mondiale dell’Unesco famoso per le sue chiese rupestri del XIII secolo.

I residenti di Kombolcha e Dessie hanno riferito all’Agence France-Presse (AFP), agenzia di stampa francese, che banche, uffici governativi, aeroporto e ospedale sono stati saccheggiati dai ribelli.

La carenza di alimenti, inoltre, ha lasciato malnutriti circa 290 bambini, di cui, ha riferito l’AFP, sei sono morti: “Non abbiamo potuto curarli perché i supplementi erano stati saccheggiati dal TPLF (Fronte Popolare di Liberazione del Tigray)”, ha detto all’agenzia di stampa l’assistente sociale Temesgen Muche.

Laura Ponte
Studentessa della Facoltà di Investigazione, Criminalità e Sicurezza internazionale
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