lunedì, 8 Agosto 2022
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Donbass: tensioni e dialogo tra USA e Russia

Il governo statunitense dice sì ai negoziati riguardanti il dispiegamento missilistico e le esercitazioni militari lunga la frontiera del conflitto; ma minaccia dure sanzioni in caso di un’invasione da parte di Mosca

L’Amministrazione di Joe Biden apre al dialogo con il Cremlino, la notizia è stata riportata alla stampa, sabato 8 gennaio, da alcuni funzionari statunitensi.

La discussione tra gli Stati Uniti e la Russia ha riguardato questioni complesse che toccano entrambe le parti, come il dispiegamento dei missili e l’estensione delle operazioni militari nella regione, al fine di allentare la pressione nella zona.

Tuttavia, secondo quanto riferito, Washington ha previsto una serie di gravi sanzioni economiche nel caso in cui Vladimir Putin dovesse intervenire militarmente in Ucraina. Un timore, quest’ultimo, che si fa ogni giorno più concreto, proprio a causa del rafforzamento di truppe russe lungo la frontiera Ucraina. 

Antony Blinken, Segretario di Stato americano, ha ribadito l’importanza di avviare un cammino di dialogo e diplomazia, il cui obiettivo è quello di risolvere alcune di queste divergenze, e soprattutto, evitare un conflitto.

Intanto, Sergej Rjabkov, viceministro degli Esteri russo, nel corso di una intervista, ha invitato gli Stati Uniti a mostrare flessibilità oppure la sicurezza dell’Occidente rischia di peggiorare. Rjabkov, inoltre, ha sottolineato la contrarietà della Russia nel caso in cui la NATO dovesse collaborare con l’Ucraina; affermando, altresì, che l’appoggio di Mosca avverrà solo se l’Alleanza Atlantica eliminerà tutto ciò che è stato creato dal 1997 ad oggi sulla base di “fobie antirusse”. Il che significa limitare il peso di Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca e Paesi baltici dall’Organizzazione.

Sergei Ryabkov, viceministro degli Esteri russo. Fonte, Wikimedia Commons

Il viceministro ha sostenuto inoltre la disponibilità di Mosca di discutere con gli USA soltanto degli obiettivi della NATO e della non adesione dell’Ucraina, della Georgia e di altri Paesi dell’Alleanza. A queste ultime parole, fonti governative USA hanno risposto che non è Mosca a decidere le eventuali alleanze degli altri Stati; criticando, dunque, una “ingerenza russa” .

Inoltre, intervistato dalla ABC, Blinken ha ammesso che risulta difficile sperare in “progressi reali” quando Mosca ha ormai messo alle strette l’Ucraina; con migliaia di truppe lungo la sua frontiera e la minaccia di aumentarle nel breve periodo.

Precedentemente, Mosca aveva escluso qualsiasi “concessione”, affermando di non cadere nella trappola di pressioni e minacce occidentali e basando la sua azione solo su aspettative davvero fattibili.

L’Amministrazione USA ha ribattuto, sostenendo di preferire la diplomazia per uscire dalla crisi, ma se la Russia dovesse scegliere un’altra via, allora d’accordo con gli alleati atlantici verrebbero emanate sanzioni economiche più dure, controlli nelle esportazioni delle maggiori industrie, un rafforzamento delle posizioni della NATO nei territori alleati e, ovviamente, un maggiore appoggio all’Ucraina (nei cui confronti la Russia ha troppi interessi da proteggere), al fine di garantire la sua sicurezza. 

Denise Ciardiello
Studentessa della Facoltà di Scienze della Politica e delle Dinamiche Psico-Sociali
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