lunedì, 5 Dicembre 2022
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Muore a Kharkiv un sopravvissuto all’Olocausto di 96 anni

Chi era Borys Romanchenko, il sopravvissuto all'Olocausto morto nell'attacco russo di venerdì 18 marzo

Romanchenko era sopravvissuto ai quattro campi di concentramento di Buchenwald, Mittelbau-Dora, Peenemünde e Bergen-Belsen, ma ha trovato la morte nella cittadina ucraina di Kharkiv, in seguito ad un bombardamento russo che ha colpito il palazzo in cui viveva, un razzo ha infatti causato un incendio dell’intero edificio che è stato fatale anche per il 96enne, lo scorso venerdì 18 marzo.

Boris Romanchenko era stato deportato in Germania nel 1942, costretto ai lavori forzati e spostato in diversi campi di concentramento durante la seconda guerra mondiale, ma una volta terminato il conflitto, non aveva mai smesso di dedicarsi all’intento di «Costruire un nuovo mondo di pace e libertà», diventando vicepresidente del Comitato internazionale Buchenwald-Dora per l’Ucraina.

Dopo la fine della guerra, Romanchenko si era attivato concretamente per fornire aiuto ad altri sopravvissuti dell’olocausto in Ucraina, ed aveva partecipato negli anni a numerose manifestazioni in memoria della Shoah, schierandosi in prima linea contro i crimini nazisti che aveva vissuto in prima persona.

Come ha affermato Andriy Yermak, capo dell’ufficio del Presidente dell’Ucraina, la notizia della sua morte giunge come un controsenso in seguito alle parole di Putin, il quale ha parlato all’inizio dell’invasione del Paese, di “operazione di denazificazione dell’Ucraina”.

Francesca Nardella
Studentessa della Facoltà di Interpretariato e Traduzione
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