venerdì, 12 Agosto 2022
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Elezioni francesi: i candidati di punta e l’impegno di Macron contro la disparità di genere

Macron in corsa per il suo secondo mandato, è dato per favorito assieme a Marine Le Pen

Il prossimo 10 aprile i cittadini francesi voteranno per l’elezione del presidente, e tra i 12 candidati, finora i favoriti da quanto mostrato dai sondaggi, sono il presidente uscente Emmanuel Macron e Marine Le Pen, rappresentante dell’estrema destra.

Al terzo posto troviamo invece il candidato di estrema sinistra Jean-Luc Mélenchon, mentre si contendono il quarto posto Valérie Pécresse, candidata della destra per Les Républicains ed Eric Zemmour, di estrema destra.

A seguire, nei sondaggi i nomi di Yannick Jadot, politico, attivista e membro del Parlamento Europeo dal 2009, Fabien Roussel per il partito comunista e la candidata socialista ed attuale sindaco di Parigi Anne Hidalgo.

Come accennato prima, i sondaggi indicano come due candidati di punta Emmanuel Macron e Marine Le Pen, analogamente a quanto accadde nel secondo turno delle elezioni del 2017.

Nello specifico, Macron propone al popolo un tema di discussione quantomeno spinoso: la ricerca dell’égalité per le donne all’interno della società francese.

Macron ha infatti indicato la parità di genere come impegno primario di un suo eventuale secondo mandato, sebbene nelle ultime settimane le energie e le preoccupazioni principali siano state inevitabilmente dirette al conflitto russo-ucraino ed ai cambiamenti economici e sociali che ciò comporterà.

Macron ha ribadito ancora una volta l’importanza della lotta contro i femminicidi, la disparità salariale e le discriminazioni di genere per le donne francesi, sia sul posto di lavoro che negli altri frangenti del tessuto sociale.

Di recente, Macron ha infatti introdotto politiche volte a migliorare la vita delle donne francesi, come l’introduzione della contraccezione gratuita per le donne di età inferiore ai 25 anni o l’aumento del congedo di paternità.

Nonostante ciò, le organizzazioni femministe affermano, come riportato dalla CNN, che ci sono ancora numerosi cambiamenti da attuare nella società per realizzare un’effettiva parità di genere, incluse ulteriori riforme politiche e finanziamenti che Macron si impegna a disporre in caso di rielezione.

Un rapporto di Oxfam France dello scorso mese ha mostrato infatti che soltanto lo 0,25% del bilancio nazionale totale, ovvero 1,3 miliardi di euro sono stati finora stanziati per attuare politiche che favorissero la parità di genere, pertanto i gruppi femministi del paese chiedono al prossimo presidente, di chiunque si tratterà, di stanziare più fondi in primis a sostegno dell’impegno contro la violenza domestica, fin dai primi 100 giorni del mandato.

Come riportato dall’organizzazione «Dal 2017, 640 donne sono state uccise da un partner attuale o precedente».

Certamente questo frangente necessita di ulteriori azioni, per cui le imminenti elezioni rappresentano un importante punto di svolta nell’attuale panorama politico internazionale, oltre che nazionale, a causa del ruolo che ha assunto la Francia nel gennaio di quest’anno, ovvero la Presidenza di turno del Consiglio dell’Unione Europea.

Francesca Nardella
Studentessa della Facoltà di Interpretariato e Traduzione
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