sabato, 20 Agosto 2022
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Il patto tra Cina e Isole Salomone preoccupa gli Stati Uniti

Gli Stati Uniti minacciano di agire se la Cina installerà una base militare nelle Isole Salomone nel Pacifico

Gli Stati Uniti hanno inviato una delegazione alle Isole Salomone per incontrare il primo ministro Sogavare, dopo che quest’ultimo ha firmato un patto di sicurezza con la Cina. Sono state immediate le polemiche da parte degli Stati Uniti e Australia, le quali temono che il patto possa incrementare la potenza cinese nel Pacifico Meridionale. Subito dopo l’incontro, Washington ha ribadito il fatto di voler agire “di conseguenza” nella regione se la Cina stabilirà una base militare; rispetteranno la sovranità delle Isole Salomone, ma prenderanno dei provvedimenti. L’obiettivo della visita statunitense nell’arcipelago è proprio quella di contrastare l’espansione militare cinese in quella zona di mondo.

Il testo del patto di sicurezza ancora non è stato reso pubblico, come richiesto dallo stesso primo ministro, tuttavia, una bozza dell’accordo è trapelata sui social media e contiene delle disposizioni che consentirebbero alle navi da guerra cinesi di attraccare sulle isole e di poter inviare forze di sicurezza per aiutare a mantenere l’ordine sociale nazionale.

La Casa Bianca ha dichiarato che questo è stato l’ultimo gioco di potere di Pechino per incrementare la sua influenza nel Pacifico; una mossa che però, anche in base alle dichiarazioni di Kritenbrink, assistente segretario di Stato per gli affari dell’Asia orientale e del Pacifico, potrebbe minacciare la stabilità della regione stessa. «Volevamo illustrare quali sono le nostre preoccupazioni. Abbiamo chiarito che ci sono delle potenziali implicazioni sulla sicurezza regionale non solo per noi, ma anche per gli alleati e i partner di tutta la regione». Non sono state specificate quali potrebbero essere le “conseguenze”.

Il primo ministro delle Isole Salomone ha affermato che il patto non “mina la pace e l’armonia” nella regione, ma è guidato esclusivamente da interessi nazionali e che l’obiettivo finale è quello di rafforzare la sicurezza interna. Infatti, negli ultimi anni si sono verificate numerose rivolte nella capitale Honiara, scoppiate dopo che i manifestanti avevano preso d’assalto il parlamento nel tentativo di rovesciare il governo.

Silvia Spera
Studentessa della Facoltà di Interpretariato e Traduzione
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