venerdì, 12 Agosto 2022
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In America Latina è iniziata la guerra dell’olio

Sia in America Latina che nel resto del mondo è iniziato un inarrestabile processo di aumento dei prezzi dell’olio vegetale

In America Latina il prezzo dell’olio vegetale (soprattutto quello di girasole) è aumentato talmente tanto che è diventato un lusso averlo in cucina. Il prezzo è così esorbitante che alcuni consumatori oltre a lamentarsi ironizzano sulla situazione scrivendo sui social media frasi del tipo “vendo camicia con macchie di olio”.

In Cile, ad esempio, è più economica una bottiglia di pisco (una sorta di liquore comune in quella zona dell’America Latina) che una bottiglia di olio in alcuni supermercati; anche in Messico è il prodotto il cui prezzo è aumentato di più rispetto a tutti gli altri alimenti, secondo quanto riporta l’Instituto Nacional de Estadística (INEGI).

La scalata dei prezzi dei combustibili fossili e degli alimenti si sta verificando nel contesto dell’inflazione che sta colpendo tutto il mondo, causata principalmente dalla guerra in Ucraina e dagli effetti economici che ha lasciato la pandemia di questi ultimi due anni. I prezzi sono aumentati così tanto in tutto il mondo e su qualsiasi tipologia di alimento che gli organismi internazionali stanno cercando di mettere in guardia i governi sulla conseguente mancanza di cibo nei paesi più poveri. L’olio è l’alimento che sta subendo più rincari insieme al grano, al mais e alla soia.

A livello mondiale il valore dell’olio vegetale è aumentato del 46,5% negli ultimi 12 mesi, secondo l’Indice FAO dei Prezzi sugli Alimenti. In America Latina l’inflazione dell’olio nell’ultimo anno copre una fascia molto ampia che va dal 9% in Bolivia a più del 60% in paesi come il Costa Rica.

Il prezzo di quello che ora viene chiamato “oro liquido”, venduto nei supermercati cileni come “olio vegetale” è aumentato del 67% tra gennaio e aprile di quest’anno, secondo la Oficina de Estudios y Políticas Agrarias (ODEPA), mentre l’olio di girasole è salito del 63,6%.

In paesi come la Colombia e il Messico l’incremento si aggira intorno al 40%, mentre in Guatemala, Panama e Ecuador il rincaro medio è stato del 20%.

L’olio che attualmente scarseggia di più è quello di girasole, questo perché la Russia e l’Ucraina sono i due paesi che ne esportano di più, basti pensare che lo scorso anno hanno esportato olio di girasole per il 71%. Con la guerra le esportazioni si sono ridotte notevolmente.

Gustavo Idigoras, presidente della Cámara Argentina de la Industria Aceitera y Centro de Exportadores de Cereales ha affermato che non ci sono prospettive incoraggianti per il futuro e che il mercato dell’olio non si stabilizzerà. Dobbiamo quindi prepararci almeno a due anni di prezzi elevati dal momento in cui la guerra terminerà.

Megan Manduca
Studentessa della Facoltà di Interpretariato e Traduzione
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