martedì, 16 Agosto 2022
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USA vieta l’aborto: cosa significa il capovolgimento della legge Roe contro Wade

La Corte Suprema degli Stati Uniti ha aperto la porta ai singoli Stati per vietare o limitare fortemente la possibilità per le donne incinte di abortire

Nel 1973, con la sentenza Roe contro Wade, la Corte aveva stabilito che le donne incinte avevano diritto ad abortire durante i primi tre mesi di gravidanza, pur consentendo restrizioni e divieti legali nel secondo e terzo trimestre, il 24 giugno 2022 questa sentenza è stata completamente ribaltata, rendendo l’aborto illegale prima delle 12 settimane.

I singoli Stati potranno applicare le proprie leggi in materia, e, mano a mano, rendere illegale l’aborto. Molti Stati hanno approvato le “leggi di attivazione” che entreranno in vigore solo dopo l’annullamento della sentenza Roe contro Wade. Altri invece hanno lasciato in vigore le vecchie leggi che vietavano l’aborto già dal 1973.

Nell’ultimo decennio, diversi Stati hanno cercato di approvare leggi che rendessero l’aborto illegale, tranne che in alcune circostanze, come nel caso in cui la donna incinta sia in pericolo di vita. Alcune di queste leggi sono state bocciate da tribunali di grado inferiore, in quanto sembravano violare la sentenza Roe contro Wade. Ma ora probabilmente torneranno in vigore.

Quasi la metà degli Stati dovrebbe mettere al bando o limitare severamente l’aborto a seguito della decisione della Corte Suprema. Altri stati prevedono di mantenere regole più liberali nel regolare l’interruzione delle gravidanze.

Alcuni Stati intendono vietare l’aborto dal momento del concepimento, mentre altri stanno introducendo divieti a sei o più settimane. Unica decisione comune a tutti gli Stati è quella di consentire l’aborto per salvare la vita della madre, mentre alcuni prevedono eccezioni al divieto per i casi di stupro o incesto.

La maggior parte degli Stati ha dichiarato che non perseguirà le donne che cercano di interrompere la gravidanza, riservando però sanzioni penali ai fornitori di aborti e ad altri che cercano di aiutare le donne ad abortire.

Ecco cosa potrebbe accadere in questi Stati dopo l’annullamento della sentenza Roe contro Wade.

Secondo le ricerche del Guttmacher Institute, un’organizzazione di ricerca che sostiene i diritti all’aborto, circa 40 milioni di donne in età fertile vivranno in Stati in cui sarà più difficile accedere all’aborto, e saranno proprio loro ad essere più colpite dalla decisione della Corte Suprema. Le ricerche degli analisti del Guttmacher indicano che la cifra degli aborti nel 2019 potrebbe essere vicina a 860.000.

La stragrande maggioranza degli aborti, il 92,8%, viene eseguita durante il primo trimestre. La maggior parte delle persone che abortiscono non sono sposate, anche se in quel momento possono vivere con un partner. Circa una donna su 10 che abortisce è un’adolescente, mentre la maggior parte ha 20 anni. Circa il 60% delle persone che abortiscono ha già partorito in precedenza e quasi il 60% non ha mai abortito prima.

L’indagine del 2014 del Guttmacher Institute sulle pazienti che praticano l’aborto fornisce ancora la panoramica nazionale più recente sul contesto sociale ed economico di coloro che abortiscono negli Stati Uniti. Tuttavia, i cambiamenti nell’economia statunitense e nell’accesso all’aborto negli ultimi otto anni fanno sì che il quadro sia cambiato.

Giulia Rossi
Studentessa della Facoltà di Interpretariato e Traduzione
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