domenica, 23 Giugno 2024
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Tunisia: ondata di arresti di oppositori  

Da sabato 11 febbraio sono più di 20 i critici di del presidente Saied detenuti dalla polizia tunisina

In Tunisia negli ultimi giorni sono stati numerosi gli arresti di personaggi politici che hanno espresso idee in contrasto alla linea politica del presidente Saied.

«La polizia ha preso d’assalto la casa di Noureddine Bhiri, ha aggredito sua moglie e lo ha arrestato», ha dichiarato Samir Dilou, avvocato di Bhri, all’agenzia di stampa Reuters. L’uomo, membro del principale partito di opposizione Ennahdha, ha più volte espresso idee contrarie rispetto a quelle del presidente.

Inoltre lo scorso anno Bhiri aveva già subito un periodo di incarcerazione di due mesi. L’accusa in questo caso era di aver favorito il trasferimento di combattenti armati in Siria in occasione di uno dei numerosi attacchi organizzato dall’ISIS.

Ennahdha ha osservato che «l’espansione dell’autorità golpista nel perseguire personalità dell’opposizione, giornalisti, uomini d’affari e sindacalisti è prova di confusione e incapacità di affrontare le crisi».

Una sorte simile a quella dell’esponente di Ennahdha è stata subita dal direttore di Mosaique FM, Noureddine Boutar, il quale aveva mandato in onda delle osservazioni critiche a Saied.

Nella lista di coloro che attualmente si trovano in carcere per aver usato parole di dissenso si legge anche il nome di Lazhar Akremi, avvocato ed attivista politico. Insieme a lui, un importante uomo d’affari particolarmente presente nel contesto politico, un ex ministro delle Finanze, un altro ex alto funzionario di Ennahdha, due giudici e un ex diplomatico. Secondo gli avvocati, questi arresti sono stati motivati dall’accusa di aver attentato alla sicurezza dello stato.

Ad oggi non si ha una risposta pubblica da parte delle principali autorità governative o delle forze dell’ordine.

Una rappresentate della New York University di Abu Dhabi, Monica Marks, ha informato Al Jazeera del numero approssimativo di coloro che sono stati «rapiti dalle loro case». La docente ha poi sottolineato come le accuse mosse non siano state notificate. Si evidenzia quindi che la procedura messa in atto si colloca fuori della legalità dello stato di diritto.

«Saied sta cercando di difendere questi arresti e rapimenti dicendo che fanno parte di una repressione della corruzione», ha aggiunto Marks. «Ma le persone arrestate sono in realtà critici di Saied o persone pacifiche a favore della democrazia che non hanno nulla a che fare con la corruzione o le attività criminali».

Le critiche in questione risalgono in realtà al luglio del 2021, quando Saied è stato accusato dagli oppositori di aver realizzato un colpo di stato. La sua mossa di sciogliere il parlamento e di deporre il governo avrebbe determinato la distruzione della forma di democrazia emersa in seguito alle rivoluzioni della Primavera Araba del 2011.

Saied ha negato di aver effettuato un colpo di stato, affermando che le sue azioni erano non solo legali, ma anche necessarie per salvare la Tunisia dal caos. Per tentare di arginare l’ondata di dissenso, la televisione di stato ha smesso di trasmettere le interviste di coloro non a favore delle scelte presidenziali.

Irene Iannotta
Studentessa della Facoltà di Scienze della Politica e delle Dinamiche Psico-Sociali
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