venerdì, 21 Giugno 2024
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I giovani francesi si uniscono alle proteste

Gli studenti francesi manifestano non solo per la riforma delle pensioni, ma anche per il procedimento che è stato utilizzato

Lo scorso 28 Marzo 90.000 studenti sono scesi nelle varie piazze francesi per manifestare contro l’atteggiamento del governo, considerato “autoritario”. A partire dalla riforma delle pensioni, che innalza l’età pensionabile da 62 a 64 anni entro il 2030, i giovani hanno voluto manifestare anche contro la scelta del Governo di utilizzare l’articolo 49.3 della Costituzione che permette al Primo Ministro di evitare il voto dell’Assemblea Nazionale facendo passare direttamente la legge in assenza di sfiducia esplicita.

Come riportato dal Guardian, in decine di Università sono state innalzate barricate dagli universitari, anche gli studenti delle scuole superiori di Parigi hanno bloccato l’accesso ai licei accatastando bidoni davanti alle entrate. La rabbia degli studenti si è accumulata con il passare del tempo_ prima con le restrizioni dovute dal Covid, durante le quali hanno cercato di risparmiare per un futuro che vedono lontano, per poi vedersi aumentare gli anni di lavoro e quelli dei loro genitori. In tutto ciò fra i giovani cresce anche l’ansia per la crisi climatica contro cui, a loro dire, il Governo non sta prendendo provvedimenti.

La risposta della polizia alle manifestazioni è stata dura, infatti, come segnala Le Monde, la preoccupazione dei giovani è data anche dalle repressioni della polizia. Alle manifestazioni erano presenti anche giovani che non avevano mai protestato prima, come Julie (nome di fantasia del quotidiano francese) che ha potuto partecipare alla manifestazione perché le lezioni del suo istituto sono state cancellate, aggiungendo che se le proteste proseguiranno ci sarà anche lei ammettendo, però, di avere «paura delle violenze della polizia».

Ci sono anche intere famiglie in piazza come Manon, Élise e la madre che hanno partecipato a più manifestazioni, perché «inizialmente venivamo per la riforma delle pensioni, ma adesso siamo arrabbiate per tutto. (…) La Francia ora è in crisi come non mai. L’ambiente è in crisi. Ma Macron non fa nulla». Le proteste probabilmente continueranno, secondo la confederazione dei sindacati, almeno fino al 14 aprile ossia il giorno in cui il consiglio costituzionale dovrà decidere se il contenuto e le modalità di approvazione della riforma pensionistica rispettino la Costituzione.

Alessia Bianconi
Studentessa della Facoltà di Interpretariato e Traduzione
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