domenica, 16 Giugno 2024
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Ucraina: squarcio nella diga della centrale idroelettrica a Nova Kakhovka

Squarcio nella diga costruita sul fiume Dnepr, Ucraina e Russia si accusano a vicenda

Nella mattinata del 6 giugno 2023, una diga costruita sul Dnepr, fiume che attraversa la città di Nova Kakhovka, è stata gravemente danneggiata. A causa dello scarico incontrollato dell’acqua sia i sistemi fognari sia parte delle linee elettriche sono stati danneggiati e sono state allagate circa 600 case. Le autorità locali hanno prontamente dichiarato lo stato d’emergenza e hanno fatto evacuare la maggior parte dei cittadini. Nonostante ciò, Energoatom, l’azienda statale ucraina che si occupa della gestione delle quattro centrali nucleari attive nel territorio del paese, ha assicurato che la situazione dell’impianto è per il momento sotto controllo.

L’infrastruttura è stata costruita nel 1956 sul fiume Dnepr come parte dell’omonima centrale idroelettrica. Alta 3 metri e lunga 2,3 chilometri, la diga rappresenta un punto strategico e si trova attualmente sul territorio controllato dalla Russia. Per tale motivo, Ucraina e Russia si accusano reciprocamente di aver causato il danno a discapito dell’altro.

L’ucraina parla di atto terroristico russo, come riportato da RTVE. Alcuni video pubblicati sui social media mostrano diverse esplosioni sulla diga, mentre Mikhail Podoloyak, consigliere dell’ufficio presidenziale ucraino, sostiene che si sia trattato di un palese attacco russo mirato ad ostacolare l’avanzata ucraina e a rallentare la fine della guerra.

Il presidente ucraino Volodymir Zelensky ha convocato d’urgenza il Consiglio di sicurezza nazionale e ha pubblicato su Twitter un video della diga distrutta accusando i soldati russi e dichiarando: «La distruzione della diga della centrale idroelettrica di Kakhovka non fa che confermare a tutti che i russi devono essere espulsi da ogni angolo del territorio ucraino. Non un solo metro deve essere lasciato a loro, perché usano ogni metro per il terrore.»

Dall’altro lato, il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha smentito le accuse ucraine e ha incolpato il nemico di “sabotaggio deliberato”. Inoltre, l’agenzia di stampa russa TASS sostiene che le truppe ucraine hanno attaccato l’infrastruttura utilizzando missili sparati da un sistema di lancio multiplo del tipo Olja, mentre il sindaco russo della città di Nova Kakhovka, Vladimir Leontev, ha dichiarato che una serie di attacchi ucraini ha causato un buco nella struttura e che sarà impossibile ripararla.

Alessia Iermano
Studentessa della Facoltà di Interpretariato e Traduzione
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