lunedì, 20 Maggio 2024
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Sahara Occidentale: la vittoria della diplomazia marocchina con la Risoluzione ONU 2703

L'Organizzazione delle Nazioni Unite continua a partecipare al tentativo di distensione dei rapporti tra Marocco e Algeria attraverso una Risoluzione che vede protagonista la comunità internazionale nel sostegno generale all'iniziativa di autonomia marocchina nella regione del Sahara Occidentale. Le conseguenze per il futuro rimangono incerte, ma i confini della questione sono già ben delineati.

La questione riguardante le tensioni irrisolte tra Marocco e Algeria sul Sahara Occidentale acquisisce delle sfumature nuove dopo la proroga del mandato della Missione delle Nazioni Unite per il Referendum nel Sahara Occidentale (MINURSO) attraverso l’adozione della Risoluzione 2703 da parte del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, il 31 ottobre 2023. Come affermato dal quotidiano marocchino Al-Akhbar, i voti favorevoli sono 13, mentre 2 paesi si sono astenuti dalla decisione.

Grazie a questa risoluzione, il Marocco avrà ancora un anno di tempo – perché la risoluzione proroga il mandato della MINURSO fino al 31 ottobre 2024 – per lavorare su una strategia di miglioramento dei rapporti con i vicini algerini, ma soprattutto per trovare un compromesso con la popolazione saharawi. Come ricordato dal quotidiano Le Matin, la risoluzione ravviva l’iniziativa di Rabat per l’autonomia del Sahara Occidentale, definito dal giornale “Sahara marocchino”, a voler dimostrare l’insistenza della sovranità del Regno sulla regione.

Infatti, la proposta relativa all’autonomia del Sahara Occidentale non risale a qualche giorno fa, bensì al 2007, quando Rabat aveva già maturato un buon livello d’approvazione da parte di vari stati occidentali, tra cui la Francia. Tuttavia, il giornale Le Monde ha dichiarato che negli ultimi anni i rapporti con l’Esagono sono stati tesi, poiché il Re del Marocco Mohammad VI ha chiesto più volte a Parigi di chiarire la sua posizione rispetto alla sovranità marocchina, vista la mancanza di riconoscimento formale da parte francese. Nonostante ciò, lunedì, il Rappresentante Permanente della Francia all’ONU Nicolas de Rivière ha ricordato “il sostegno storico, chiaro e costante” della Francia nei confronti del Marocco, con cui si è congratulato dopo aver votato a favore della Risoluzione.

Malgrado gli sforzi internazionali nel tentativo di mettere definitivamente fine a queste tensioni, le preoccupazioni rimangono, soprattutto a causa del mancato rispetto del cessate il fuoco. Riprendendo le parole di António Guterres nel suo ultimo rapporto annuale, Le Matin ricorda che la diminuzione degli interventi armati faciliterebbe il proseguimento del processo politico.

Tuttavia, la controparte si è dimostrata contraria a un compromesso, visto il rifiuto categorico della politica imposta da Rabat da parte del Rappresentante Permanente del Fronte Polisario all’ONU, Mohamed Sidi Omar. Al contrario, come riporta il quotidiano algerino El-Moudjahid, il Rappresentante ha espresso la sua gratitudine nei confronti di tutti i paesi che sostengono il diritto di auto-determinazione e decolonizzazione del popolo saharawi.

Ad ogni modo, le possibilità di vittoria del Fronte Polisario sembrano sempre più scarse viste le sconfitte accumulate dal suo più grande sostenitore, l’Algeria, sia in ambito diplomatico, sia dal punto di vista strategico. Difatti, il Marocco si è guadagnato una posizione di forte preminenza nella regione, soprattutto in seguito alla sottoscrizione degli Accordi d’Abramo che, per quanto vacillanti dopo lo scoppio della crisi in Medio Oriente, gli hanno garantito un enorme sostegno da parte degli Stati Uniti.

In conclusione, si può affermare che l’anno che verrà potrà essere decisivo per le sorti del Sahara Occidentale, ma vista la complessità della situazione è difficile dire se le conseguenze di questa Risoluzione saranno positive o negative.

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