sabato, 25 Maggio 2024
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Attacco al centro commerciale di Sydney: sei sono le vittime rimaste coinvolte

Emergono ulteriori dettagli sull’accaduto. Secondo la polizia il bersaglio dell’aggressore erano principalmente le donne

Sei sono le vittime rimaste coinvolte in un attacco che è accaduto sabato scorso al centro commerciale Westfield Shopping Centre di Bondi Junction. La polizia ha dichiarato che l’aggressore che ha pugnalato a morte le persone, ha preso di mira in particolar modo le donne. Infatti, tra le vittime si contano cinque donne e un solo uomo, una guardia di sicurezza che ha cercato di intervenire.

Altre dodici persone sono rimaste ferite, compresa una bambina di nove mesi la cui madre invece è morta. Come ha dichiarato Ryan Park, il ministro della salute del Nuovo Galles del Sud, tra i feriti, otto sono rimasti in ospedale e quattro sono stati dimessi, secondo quanto riferisce la CNN.

Karen Webb, il commissario di polizia, ha dichiarato che, sebbene la polizia non conosca ancora le motivazioni che hanno spinto l’aggressore a compiere tale gesto, il fatto che il suo bersaglio siano state soprattutto le donne rappresenta un campo di indagine.

L’aggressore, Joel Cauchi, era già noto alle forze dell’ordine nonostante non fosse stato mai stato arrestato o accusato di reati nel suo stato natale, il Queensland. Inoltre, aveva vissuto in modo itinerante per diversi anni e gli era stata diagnosticata una malattia mentale all’età di 17 anni, come riporta la BBC.

Le autorità hanno riferito che le indagini potrebbero richiedere alcune settimane e che la polizia continuerà a intervistare i vari testimoni. Pertanto, Chris Minns, il premier del Nuovo Galles del Sud, ha annunciato che è stata avviata un’inchiesta pubblica indipendente da 18 milioni di dollari, per esaminare la risposta della polizia e anche le interazioni che l’assassino aveva avuto precedentemente con le agenzie governative.

Nel frattempo, Amy Scott, l’agente di polizia che ha sparato all’aggressore è stata elogiata per il suo operato. Infatti, Anthony Albanese, il primo ministro australiano, l’ha definita come un’eroina che «senza dubbio ha salvato diverse vite umane».

Lunedì scorso le bandiere di tutta la nazione sono state sventolate a mezz’asta e il teatro dell’Opera di Sydney è stato illuminato con un nastro nero per commemorare le vittime. Inoltre, moltissime persone si sono recate a Bondi Junction, lasciando fiori e orsacchiotti come omaggio per coloro che sono stati uccisi.

Viviana Filardi
Studentessa della Facoltà di Interpretariato e Traduzione
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