sabato, 25 Maggio 2024
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Mandato di arresto per il campione degli scacchi Kasparov: accusato dal Cremlino di terrorismo

Secondo il governo russo sarebbe coinvolto nella creazione di network mirati alla destabilizzazione del paese insieme ad altri oppositori politici

I tribunali russi hanno emesso un mandato di arresto per il campione degli scacchi Garry Kasparov in contumacia. Le accuse che gli sono rivolte riguarderebbero una sua partecipazione a vari tipi di attività politiche illecite. Si tratterebbe della creazione di “associazioni terroristiche”, il loro finanziamento e l’incitamento al terrorismo, come riporta il Kyiv Independent.

Lo scacchista, però, non è l’unico condannato. Si aggiungono assieme a lui diverse personalità pubbliche già note per la loro opposizione a Putin. Ricordiamo, tra le altre: l’attivista per l’ambiente Evgenija Čirikova, l’ex deputato Gennadij Gudkov  e l’ex direttore del movimento Solidarnost Ivan Tjutrin.

Kasparov non è certo nuovo ad attriti col Cremlino, infatti è da molti anni che esterna il suo dissenso per l’operato di Putin. Critico verso l’invasione dell’Ucraina già dal 2014, non si dimostra timido nel definire lo Zar come “l’uomo più pericoloso al mondo”. Ha inoltre definito il suo inserimento nella lista nera del Rosfinmonitoring come un “onore”, e sottolinea come ciò «la dica lunga sul regime fascista di Putin», come riportato dal Moscow Times.

L’attivismo politico di Kasparov inizia molto prima del 2014, quando nel 2008 si candida alle elezioni presidenziali. Si ritirerà poco dopo, asserendo di aver incontrato “ostruzionismo”. Per questi motivi i rapporti tra i due non possono certo definirsi “sereni”. Kasparov infatti vive già dal 2013 negli Stati Uniti e può essere considerato come un esiliato politico. Nel 2016 fonda il Free Russian Forum, una piattaforma per riunire e rappresentare l’opposizione russa.

Ma cosa ci dicono questi arresti sull’operato di Mosca? Stando alle fonti russe quali RussiaToday, questa sarebbe una risposta ad un tentativo di Washington di rovesciare il regime. La teoria del Cremlino considera Kasparov come uno dei tanti dissidenti all’estero che starebbe operando in linea con gli interessi del governo americano. Inequivocabili sono le dichiarazioni del direttore dei servizi d’intelligence, Sergej Nariškin. «La CIA sta considerando l’idea di creare uno stato fuori dalla Federazione Russa: una sorta di “Repubblica Russa” diretta da un’amministrazione ad interim» ha dichiarato.

L’idea della Casa Bianca, in altre parole, sarebbe quella di “destabilizzare il paese in vista delle prossime elezioni presidenziali”. Secondo il direttore ciò verrebbe materializzato con «la creazione di network di cellule opposte al governo all’interno della Russia». È seguendo questa logica che il Cremlino legge l’attivismo di Kasparov e vi trova le motivazioni per il suo arresto.

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