venerdì, 29 Maggio 2026
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La sfida andalusa e il futuro politico della Spagna

In Andalusia il centrodestra perde la maggioranza assoluta, mantenuta dal 2018, scenario che lo costringerà a fare spazio all’estrema destra di Vox per continuare a governare, mentre i socialisti perdono consenso in quella che un tempo era la loro roccaforte

Le elezioni regionali tenutesi il 17 maggio 2026 in Andalusia rappresentano chiaramente uno spostamento degli equilibri elettorali. La comunità autonoma spagnola, ex roccaforte dei socialisti, è passata già dal 2018 nelle mani della destra grazie a un accordo tra il Partito Popolare spagnolo (PP), guidato da Juan Manuel Moreno, e partiti di destra estrema come Vox, di Santiago Abascal. Dal 2022, invece, il Partito Popolare aveva mantenuto la maggioranza assoluta, poi persa nelle ultime elezioni regionali.

Come riporta El País, infatti, quest’ultima tornata elettorale è stata considerata un fallimento per i popolari, i quali sono scesi sotto la soglia minima di seggi necessaria per garantirsi la maggioranza assoluta. La ragione di tale caduta è, paradossalmente, la vittoria di un partito di sinistra: Adelante Andalucía.  Adelante, di matrice nazionalista, si conferma una «forza emergente» del progressismo in queste elezioni regionali, privando dunque il partito popolare della maggioranza assoluta e costringendo Moreno, definitosi sempre un moderato, a dover considerare un’alleanza con l’estrema destra di Vox, guidata da Santiago Abascal. Tuttavia, come ricorda Reuters, la campagna elettorale di Moreno si è basata sulla promessa di un governo moderato che non prevedesse la presenza dell’estrema destra. Il tutto, al netto degli accordi di coalizione che il PP ha comunque stretto con Abascal in Estremadura e in Aragona, insieme a quelli che molto probabilmente stringerà nella regione di Castiglia e León.

A dire il vero, già nel 2018 Moreno aveva stretto un patto con Vox, facendo diverse concessioni in materia di immigrazione, genere e memoria, concessioni che gli erano valse la guida della regione. Il patto venne successivamente sciolto nel 2022, quando il Partito Popolare raggiunse la maggioranza assoluta.

Secondo El País, visti gli ultimi risultati elettorali, il PP sarà costretto a scendere a nuovi compromessi con Vox per continuare a governare in Andalusia. E la natura di queste concessioni potrebbe compromettere il ruolo di Moreno come leader moderato del centrodestra.

La sconfitta più significativa è quella del Partito Socialista Operaio Spagnolo (PSOE): i socialisti andalusi non sono riusciti a recuperare terreno né a proporsi come alternativa credibile al governo conservatore. Al contrario, il risultato elettorale ha confermato una crisi che appare meno legata a fattori locali e sempre più riconducibile a dinamiche nazionali. La crescita di Adelante Andalucía dimostra come una parte significativa dell’elettorato progressista non si riconosca più nel PSOE.

Secondo un’analisi pubblicata dal Guardian, il PSOE starebbe attraversando una fase di forte erosione del consenso, soprattutto nelle regioni legate da tradizione al socialismo storico. Il calo della fiducia in Sánchez sarebbe dovuto alla percezione, da parte dei cittadini, di instabilità politica generata dalle difficili coalizioni formate in Parlamento negli ultimi anni.  Dunque, in queste elezioni, il centrodestra conferma la propria capacità di consolidarsi come forza politica del Paese, nonostante stia mostrando ancora una forte dipendenza da Vox per poter governare. Come riporta il Guardian, il PP ha progressivamente rafforzato gli accordi regionali con il partito di Abascal: si tratta di una strategia che, se da un lato permette ai popolari di mantenere il potere nelle comunità autonome, dall’altro rischia di compromettere l’immagine che Moreno ha cercato di costruire negli ultimi anni. 

Le elezioni andaluse del 2026 sembrano anticipare uno scenario politico spagnolo sempre più frammentato e polarizzato, nel quale tanto la destra quanto la sinistra potrebbero trovarsi costrette a governare attraverso coalizioni complesse e instabili. 

Laura Vargiu, Teresa Centrone

Laura Vargiu
Studentessa della Facoltà di Interpretariato e Traduzione
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