Il gioielliere di Grinzane Cavour ha ucciso due rapinatori e ferito un terzo. La Cassazione ha confermato la condanna a 14 anni e 9 mesi: al centro del processo il momento in cui sono stati esplosi gli spari.
Come riporta la Repubblica, il 28 aprile 2021 tre rapinatori entrarono nella gioielleria di Mario Roggero, a Gallo di Grinzane Cavour, in provincia di Cuneo. Minacciarono il gioielliere e i suoi familiari con un coltello e una pistola che sarebbe poi risultata giocattolo. Terminata la rapina, i tre uscirono dal negozio per raggiungere l’auto. Roggero li inseguì nel parcheggio e sparò contro la vettura in fuga: Giuseppe Mazzarino e Andrea Spinelli morirono, mentre Alessandro Modica rimase ferito. Il 15 luglio 2026 la Cassazione ha confermato in via definitiva la condanna a 14 anni e 9 mesi. Anche la Süddeutsche Zeitung evidenzia che, secondo i giudici, al momento degli spari i rapinatori erano già in fuga e la minaccia era cessata.
Perché in Italia non è stata riconosciuta la legittima difesa
Secondo i giudici, il punto decisivo è stato il momento degli spari. Quando Roggero prese la pistola e inseguì i rapinatori, questi stavano già raggiungendo l’auto per fuggire. L’aggressione, secondo la ricostruzione accolta nei tre gradi di giudizio, era quindi terminata e non esisteva più un pericolo attuale.
L’articolo 52 del Codice penale richiede che la reazione sia necessaria per difendere un diritto proprio o altrui contro il pericolo attuale di un’offesa ingiusta e che la difesa sia proporzionata all’offesa. La riforma del 2019 ha rafforzato la tutela per chi reagisce all’interno del domicilio o di un’attività commerciale, ma non ha eliminato la valutazione delle circostanze concrete, come riporta Il Fatto Quotidiano.
La difesa di Roggero ha sostenuto che il gioielliere avesse agito convinto di essere ancora in pericolo. Per i giudici, tuttavia, questa convinzione non era sufficiente a riconoscere la legittima difesa, perché al momento della reazione armata il pericolo non era più attuale.
Cosa prevede la Germania
Secondo quanto segnala Italiani a Berlino, in Germania la legittima difesa, chiamata Notwehr, è disciplinata dai paragrafi 32 e 33 del Codice penale tedesco. Il sistema tedesco presenta differenze rispetto a quello italiano, soprattutto per quanto riguarda l’eccesso nella reazione e il rapporto tra difesa e offesa. Come spiega DIE ZEIT, il §32 definisce la Notwehr come la difesa necessaria a respingere un’aggressione ingiusta e attuale contro sé stessi o un’altra persona. Il §33 prevede invece la non punibilità di chi eccede i limiti della legittima difesa per confusione, paura o spavento. Secondo la giurisprudenza del Bundesgerichtshof, il §33 non si applica in linea di principio all’eccesso estensivo, cioè quando la reazione avviene al di fuori di una situazione di aggressione attuale. In dottrina, tuttavia, l’applicabilità della norma all’eccesso immediatamente successivo alla fine dell’aggressione è discussa.
Cosa sarebbe cambiato per Roggero?
Il confronto tra i due ordinamenti mostra quindi una differenza, ma non permette di affermare che Roggero sarebbe stato assolto in Germania. In entrambi i sistemi il momento della reazione è fondamentale. Se l’aggressione fosse stata ancora in corso, la disciplina tedesca avrebbe potuto condurre a un esito diverso in determinate circostanze, poiché non impone un giudizio di proporzionalità in senso stretto come quello italiano. Nel caso Roggero, invece, il problema individuato dai giudici italiani è stato proprio che la rapina era già terminata quando sono partiti gli spari. La vicenda mostra così come, nel valutare la legittima difesa, non conti soltanto il fatto di aver subito un’aggressione, ma anche quando e in quali circostanze viene esercitata la reazione.


